La storia infinita del Passaggio a livello di Via Dante. Vol. 1

Affrontiamo nuovamente la questione del passaggio a livello, raccontando, in questo primo articolo, quali vicissitudini abbiano preceduto l’autoconvocazione del Consiglio Comunale del 1° aprile 2014, che vede come protagonisti: il Sindaco, i Consiglieri Comunali e lo studio Cirillo.

Le affermazioni del Sindaco Sergio Povia, circa la chiusura del Passaggio a Livello di via Dante, chiariscono l’indirizzo politico della nostra amministrazione.

Il Sindaco, infatti, dichiara:

Sta di fatto che si chiude e basta e così facendo eviteremo un contenzioso con RFI che avrebbe potuto costarci 2milioni e 700mila euro. Ammetto che per i cittadini i problemi saranno i primi giorni, poi ci si renderà conto che scendere un paio di gradini e attraversare il sottopasso in tutta sicurezza non sarà una cosa così grave, tutto diventerà normale in pochi giorni e si dimenticheranno dei disagi (cit. in Fax n° 15, 12 aprile 2014).

Per prima cosa ci si chiede se il Sindaco conosca la conformazione del sottopasso esistente, dove non sono presenti un paio di gradini, bensì rampe e scalinate, e circa la sicurezza bisogna ricordare che tutto è ancora da comprendere, in quanto non è ancora ben specificato chi si stia occupando della visione delle immagini riprese nel sottovia.

Per seconda cosa emerge la “politica” che fa affidamento sulla “dimenticanza”, sul superamento arrendevole dei disagi, perché tanto non si può far nulla.

In ultimo, ma non per importanza, viene fuori la totale assenza sia di valutazioni sulla qualità urbana, sia di riflessioni sul modo di compensare la zona del disagio, provocato dalla soppressione del Passaggio a Livello. Un disagio che, ribadiamo, non è semplicemente dovuto alla chiusura del traffico carrabile, ma alla chiusura fisica di un asse stradale fondamentale per il raggiungimento del centro cittadino, con conseguenze importanti sulle attività commerciali, sugli spostamenti dei residenti, sul valore stesso degli immobili. Il sottovia carrabile esistente, realizzato a circa 300 metri da via Dante, può compensare la chiusura al traffico veicolare tra via Cassano e via Dante, mentre lo sbarramento del passaggio a livello e il previsto progetto degli ascensori, creano un impatto ambientale ed architettonico assolutamente non risolvibile dal sottovia pedonale esistente oggi, completamente nascosto dalla visuale della strada, nonché assolutamente angusto (2,28 metri di altezza e circa 2,26 metri di larghezza!).

Nel gruppo Pro.di.Gio., consapevoli delle conseguenze dell’ormai inevitabile chiusura del passaggio a livello, abbiamo lavorato ad una proposta alternativa fin da marzo 2013, scoprendo solo dopo la Conferenza pubblica tenutasi il 25 gennaio 2014, che era già presente tra i documenti del nostro Ufficio Tecnico, quale possibile alternativa, un sottovia ciclo-pedonale. Di questa proposta, infatti, vi è traccia nella “Relazione illustrativa” del Progetto Preliminare per il Potenziamento dell’attraversamento pedonale di via Dante, relazione controfirmata dall’Ufficio Tecnico di Gioia del Colle nel giugno 2013.

Negli allegati di tale relazione sono infatti presenti tre ipotesi:

  1. l’ipotesi A riguardante la “Realizzazione di sottopassaggio pedonale e ciclabile ortogonale alla linea ferroviaria, previo spostamento e/o razionalizzazione dei sottoservizi esistenti (Enel, Gas, AQP, fogna bianca e nera, telecom)”;
  2. l’ipotesi B riguardante la “Realizzazione di sottopassaggio solo pedonale meccanizzato (tapis roulant), ortogonale alla linea ferroviaria, previo spostamento e/o razionalizzazione dei sottoservizi esistenti (Enel, Gas, AQP, fogna bianca e nera, telecom)”;
  3. l’ipotesi C riguardante la “Realizzazione di sovrappasso pedonale in asse alla strada attraverso un sistema di ascensori (due per lato) da 8-10 persone ciascuno, a impianti indipendenti, supporto energetico di emergenza e ritorno automatico al piano terra, con passerella di collegamento e scavalcamento dei binari”.

Dell’ipotesi A e B sono presenti solo i dati dimensionali di massima (senza elaborati grafici o dimensioni esatte) ed uno schema dei costi presunti rispettivamente:

  • per l’ipotesi A di 2,8 milioni di euro; 
  • per l’ipotesi B di 3,2 milioni di euro;
  • per l’ipotesi C (scelta dall’Amministrazione) 1,9 milioni di euro.

Una volta letta questa relazione, l’architetto De Mattia ha avuto un’ulteriore conferma della fattibilità della sua proposta, rispetto alle iniziali prospettive di assoluta NON fattibilità di un sottovia, ormai diffuse tra politici, professionisti e cittadini gioiesi.

Una ulteriore ed ufficiale conferma della fattibilità è poi giunta sui banchi dei Consiglieri Comunali per la discussione del 1° aprile.

Il 27 marzo, infatti, l’architetto Cirillo, incaricato della progettazione della riqualificazione del fascio ferroviario di Gioia del Colle, ha consegnato una relazione, in risposta ad una richiesta del Comune, inviata il 7 marzo, nella quale si afferma, citiamo testualmente, che

la realizzazione di tale opera è fattibile sul piano tecnico” ed “assicurerebbe la necessaria relazione tra interno ed esterno della città con i necessari criteri di qualità funzionale, spaziale ed ambientale

Nella relazione l’architetto ricorda gli studi fatti nel 2010 per verificare la posizione e le fattezze dei sottoservizi (era già noto dal 2010 il diametro e la profondità del sottoservizio più problematico, collettore di fogna bianca). Ovviamente sono descritte le opere più complesse per la realizzazione del sottovia e si prospettano nuovamente costi più elevati rispetto agli ascensori, di cui si continua a non fornire una previsione delle spese annuali di manutenzione e gestione.

Ecco allora che durante il Consiglio Comunale del 1° aprile, in presenza di numerosi cittadini, che iniziano ormai a voler assistere direttamente alle assemblee della politica gioiese, i diversi Consiglieri di maggioranza (Ludovico, Mancino, Dongiovanni) si dichiarano stupiti e offesi dalla “scoperta” fattibilità del sottovia e favorevoli ad accettare la proposta della minoranza di sospendere la decisione di approvazione degli ascensori per poter valutare strade alternative, in primis quella di un sottovia ciclo-pedonale.

Donato Lucilla ribadisce in Consiglio la necessità di rivalutare il progetto per via Dante e di fare attenzione ai costi di manutenzione e gestione degli ascensori ed alle ricadute sulla qualità della zona, confermando la necessità di una conferenza o di un tavolo tecnico con gli Enti pubblici che permetta di discutere con gli Enti interessati di costi e opere.

Dopo la sospensione delle delibere…….. la storia prosegue……..continuate a seguirci!!!!

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