Messaggi dal mare: dalle bottiglie alle posate di plastica

Cosa ci può essere di più romantico ed avventuroso di ritrovare, ai bordi della spiaggia, un messaggio ingiallito in una bottiglia galleggiante?
Da Jules Verne ai The Police, la cultura popolare da sempre è stata affascinata da chi affidava messaggi e speranze a questo, inusuale, mezzo di comunicazione.
La fotografa Caroline Power, navigando per i Caraibi, non si sarebbe mai aspettata di fotografare un’immensa distesa di forchette, cucchiai e coltelli di plastica a bagno nei pressi di Porto Marghera, tra le più suggestive cornici naturali del mondo.

Non siamo certo di fronte ad un messaggio incartapecorito in una bottiglia, ma la distesa disumana di posate di plastica nei Caraibi cosa tentano di comunicare e urlare agli abitanti della Terra?

Secondo il rapporto “Rifiuti Urbani” ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ed. 2016, sulla scorta dell’elaborazione dei dati e delle informazioni sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggi, compreso l’import/export a livello nazionale, regionale e provinciale e sui costi di servizi di igiene urbana, i Paesi dell’Unione Europea producono, in media, 241.442,5 (1.000*t) di rifiuti urbani, in Italia

29.739,67 (1.000*t), per una produzione pro capite annuale di rifiuti urbani di 474 kg/abitante in Europa e 488 kg/abitante in Italia, valore superiore alla media europea.

Relativamente alla gestione dei rifiuti urbani, in Europa il 28% dei rifiuti è condotto in discarica, il 28% è avviato a processi di riciclaggio, il 27% è avviato ad incenerimento e il 16% è avviato a processi di compostaggio e digestione anaerobica; l’Italia si discosta in maniera significativa dalla media europea: il 34% dei rifiuti è condotto in discarica, il 27% è avviato a processi di riciclaggio, il 21% è avviato ad incenerimento e il 18% è avviato a processi di compostaggio e digestione anaerobica (i dati sono stati arrotondati all’unità, per cui la somma delle percentuali delle quattro forme di gestione non sempre eguaglia 100). La Puglia è la 7a regione in Italia per produzione di rifiuti (la 6a per densità di popolazione), una media di 481,6 kg/abitante all’anno, di poco inferiore alla media nazionale.

“Ci vorrebbero un pianeta e mezzo ogni anno per rinnovare le risorse impiegate: Di questo passo prima della metà di questo secolo bruceremo beni e servizi per i quali serviranno 2 pianeti”, ammonisce Global Footprint Network, l’associazione che stima il giorno in cui finiamo le risorse ecologiche prodotte per l’anno intero.

Tornando alla domanda di partenza, cosa ci stanno comunicando le posate scaricate nel mare dei Caraibi?

La produzione di rifiuti, in special modo imballaggi e materie plastiche, ha raggiunto livelli insostenibili: la logica consumistica dell’usa e getta porta le famiglie di tutto il mondo ad acquistare, per un pic-nic o per il prossimo cenone natalizio prodotti che, in alcuni casi, impiegano più di 500 anni per decomporsi (il tempo stimato per una bottiglia di plastica, appunto).

Da qui la necessità di avviare buone pratiche per la sopravvivenza del nostro pianeta, in primis la raccolta differenziata.

In riferimento al quadro normativo, il D.Lgs. n. 152/2006 e la Legge del 27 dicembre 2006, n. 296, individuano i seguenti obiettivi di raccolta differenziata:

  • almeno il 35% entro il 31 dicembre 2006;
  • almeno il 40% entro il 31 dicembre 2007;
  • almeno il 45% entro il 31 dicembre 2008;
  • almeno il 50% entro il 31 dicembre 2009;
  • almeno il 60% entro il 31 dicembre 2011;
  • almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012.

Nel 2015, sempre secondo il rapporto ISPRA – 2016, la percentuale di raccolta differenziata si è attestata al 47,5% della produzione nazionale, al 33,6% per le regioni del sud Italia, risultati ben lontani degli obiettivi posti nel 2006 e che prevedevano già per il 2012 una produzione di almeno il 65% di raccolta differenziata.

Gioia del Colle è tragicamente al di sotto della media nazionale, producendo una percentuale di raccolta differenziata attestata a circa 26% della produzione complessiva.

Con l’ormai sempre più prossima Raccolta Differenziata porta a porta i cittadini di Gioia del Colle potranno concorrere per il raggiungimento dell’obiettivo nazionale del 65%, un dovere non solo imposto dalla Legge (e per il quale è previsto il pagamento di disincentivi, come le famigerate “eco-tasse”), ma anche civico e di responsabilità, nei confronti del nostro unico Pianeta e per le generazioni future, nella speranza che possano ancora godere dei panorami mozzafiato che la Terra oggi può offrire, come le acque cristalline dei Caraibi.

 

Paolo Cantore
Assessore alla Qualità dell’Ambiente

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...