Sanità a Gioia – 2020

A margine del Consiglio Comunale del 7 novembre in cui si è parlato, anche, di sanità.

Parlare di sanità in questo periodo di coronavirus è alquanto rischioso, sia perché si rischia di cadere in riflessioni scontate, sia perché si potrebbero rischiare strumentalizzazioni. Questa riflessione è una conseguenza di quanto discusso nel consiglio comunale sopraindicato. L’iniziativa della discussione sulla sanità locale scaturisce da una interrogazione del Movimento Pro.di.Gio.  In otto mesi di emergenza socio sanitaria, questa è stata solo la seconda occasione istituzionale in cui poter affrontare, nella massima assise cittadina, questo argomento. Questa già di per sé è una grave mancanza da parte della “politica cittadina” impegnata certamente a gestire i bilanci e poco propensa a curare gli aspetti della vita cittadina, salvo quando non se ne può fare a meno. Le domande rivolte al Sindaco erano tese a conoscere gli aspetti relativi alle due ulteriori chiusure (sembrano imminenti) del laboratorio analisi e della farmacia territoriale.

Si tratta di servizi che se venissero soppressi, in questo momento particolare di limitazione di spostamenti e di ritardi sempre maggiori dovuti alla carenza di personale che impedisce lo svolgimento di un servizio efficiente, creerebbero un disagio ancora maggiore alla popolazione rispetto alla mancanza del servizio in sé. Vieppiù che chi è già debole per sé stesso, perché affetto da patologie gravi che rendono indispensabile la presenza dello stesso servizio, ne risulterebbe ulteriormente avvilito.

Immagine tratta dal web

Chiare le funzioni attribuite per legge al Sindaco in materia di sanità pubblica, distinte dalle attribuzioni spettanti alla ASL, non chiare evidentemente le attribuzioni spettanti al Sindaco ed al Consiglio Comunale per quello che riguarda i rapporti con la città che queste notizie, pur negative (stiamo parlando di servizi che chiudono) e che spesso giungono ai cittadini distorte o in forma strumentale, comportano per la città. Per cui queste cose alla città le deve dire lui, non altri. Ebbene durante il Consiglio Comunale il Sindaco, che per legge deve conoscere lo stato di salute dei cittadini, risponde per dovere alla interrogazione con l’evidente bisogno di giustificare il proprio operato, ci mancherebbe, rimarcando le sue competenze e quelle della ASL ma il suo intervento, con chiaro tenore politico avverso ai vertici regionali, nulla cambia rispetto a quello che ormai da vent’anni  è un dato evidente per questa città: il ridimensionamento dei servizi socio sanitari. Questo purtroppo è sintomo di una male ancora più grande: lo sminuire del diritto alla salute dei cittadini; quest’ultimo a sua volta è il segnale macroscopico di come stanno venendo meno i diritti sociali: il diritto alla casa, il diritto alla scuola, il diritto ai trasporti, il diritto alla salubrità dell’ambiente, il diritto alla cultura, il diritto all’assistenza sociale. Senza questi prerequisiti è impossibile parlare di diritto alla salute. Tutto questo, pur influenzato da scelte politiche sovralocali, non deve far venire meno l’impegno a livello locale nel ricercare le soluzioni possibili a far si che quei prerequisiti di base possano essere concretizzati. Prova di tutto questo è che neppure la speciale commissione consiliare comunale sulla sanità è riuscita (e mai potrà farlo) a dare risposte in termini concreti alle questioni della sanità locale; si è appreso durante il consiglio comunale, appunto, che si proporrà a tale commissione di acquisire un monitoraggio delle patologie e dei bisogni della popolazione gioiese. Sarà un primo punto di partenza, se sarà fatto. Quanto sopra per dire quindi che non basta, come affermato dal Sindaco, aver segnalato per iscritto alla ASL ed ai referenti regionali in materia delle carenze in materia di sanità, va piuttosto creata una sinergia con tutti gli stakeholder relativi, fissato l’obiettivo cardine di riprendere in mano le proprie prerogative ed il proprio impegno in materia di diritti sociali in toto e solo dopo potremo sperare in una svolta. In sostanza una città che si pone in ricerca dei diritti sociali, non trascura nessun aspetto del benessere dei cittadini (soprattutto i più deboli) e collabora per raggiungere la massima espressione di socialità: il diritto alla salute. Questo è compito di tutti, ma i rappresentanti istituzionali eletti dal popolo hanno in questo una responsabilità molto grande.

Gianni Fraccalvieri

Prodigio Gioia del Colle

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