La questione COOP spiegata in 2 minuti

La questione COOP nasce nel momento in cui viene concesso il permesso a costruire il Centro Commerciale “Le Torri” su una zona F. Il permesso a costruire è rilasciato dall’amministrazione Povia, nel 2002. Tuttavia, la zona F, come tale, deve esser dedicata a servizi e spazi per i cittadini, quali parchi e scuole. Nel 2009, l’Amministrazione Longo rilascia il permesso di attività commerciale per il sito. Il Consiglio di Stato annulla il permesso a costruire, poiché il Centro Commerciale “Le Torri” è stato edificato su una zona non adatta ai servizi di natura commerciale, ad eccezione che per i mercati di quartiere. Siamo nel 2012. Pandiva, titolare di una catena di supermercati locali, nel 2013 chiede il risarcimento dei danni al Comune di Gioia del Colle, per aver concesso l’autorizzazione a costruire. Il Comune non dà seguito alla chiusura della Coop, così come previsto dalla sentenza del Consiglio di Stato e nel 2014 stabilisce una multa pagata da Coop per l’abuso edilizio; convalidata dall’Agenzia delle Entrate. La patata bollente COOP, dal 2014 al 2016, passa di mano in mano, tra Comune, Pandiva e COOP, fino a quando nel 2017 il Consiglio di stato impone la revoca della licenza, ordinando di fatto la chiusura della COOP.

Nel maggio 2016, intanto, a Gioia si insedia l’Amministrazione Lucilla e, su intuizione dell’Assessore Daniela De Mattia, in coordinamento con la Regione Puglia, l’amministrazione avvia la procedura di rigenerazione urbana. In questo modo si affronta la crisi dei lavoratori, rimasti senza occupazione dopo la chiusura dell’azienda, evitando un potenziale contenzioso da oltre 20 milioni di euro oltre il prevedibile degrado di tutta l’area e garantendo dei tempi certi ed una procedura trasparente per la riapertura del Centro commerciale. Oggi, Il Movimento Prodigio, con due petizioni, ha sollecitato il Commissario Straordinario e la Regione Puglia a riattivare il tavolo istituzionale fermo dalla caduta dell’Amministrazione Lucilla. Se ciò non dovesse accadere, non solo gli effetti si riverserebbero sui lavoratori COOP, ma l’intera comunità potrebbe essere chiamata a fronteggiare un contenzioso di circa 20 milioni di euro. Dissesto economico.

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Movimento Pro.di.Gio.
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