Pro.di.Gio. riparte, più forte

Pochi giorni fa Vito Capodiferro è stato nominato vice Presidente di Pro.di.Gio.. Con il nuovo assetto organizzativo il movimento sta ovviamente muovendo i primi passi in questa lunga campagna elettorale dimostrando di essere di nuovo pronto a riconfermare la fiducia a Donato Lucilla. Qualora non accettasse pare sia già pronta una seconda proposta che qualcuno mormora essere tutta al femminile.

Qual è la situazione in Pro.di.Gio? Si riparte?

Si, si riparte. Una situazione come quella accaduta a noi di solito ammazza un movimento ma nel nostro caso ci ha ricompattati. ln queste situazione Si può generare sfiducia e si possono perdere le motivazioni per cui il gruppo implode, ma in questo caso è successo l’opposto. Ci incontriamo periodicamente e così è stato anche durante la consiliatura.

Cosa vi spinge a reagire rispetto a quanto accaduto?

Il fatto che avevamo contezza dei risultati che stavamo raggiungendo e di cui dimostrazione sono i cantieri che stanno partendo. Purtroppo, i tempi della burocrazia e anche quelli del nuovo codice degli appalti non ha fatto altro che dilatare i tempi di risposta degli avvii dei vari cantieri. I primi risultati erano alle porte e avremmo concretamente fatto vedere il lavoro dei primi due anni di amministrazione.

Da dove ripartirete?

Ripartiremo da dove ci siamo fermati, facendo tesoro anche degli errori commessi e dell’esperienza. Forse noi oggi siamo le persone più pronte ad amministrare Gioia e questo anche perché quando ci siamo insediati sono partite due grandi rivoluzioni per la gestione degli enti comuni, di cui altri non hanno contezza. Per questo possiamo dire di essere le persone più pronte.

Ha parlato di errori del passato? Quali ritiene siano stati?

Troppa fiducia in alcune persone. Abbiamo sbagliato la selezione. I principi che ci hanno messi insieme erano ben definiti ma se vengono meno, vengono anche meno le motivazioni perle quali un gruppo decide di stare insieme.

In questo percorso politico che fine ha fatto SeP?

A breve dovremmo rincontrarci. Abbiamo sempre avuto buoni rapporti e in questa prima fase di campagna elettorale il dialogo è con SeP.

Sareste disposti ad allargare l’intesa?

Quelle persone che che quei principi, penso che non possano rimanere fuori dal progetto. Questo è già successo in realtà, circa quattro anni fa quando è stata presentata la coalizione di “Un impegno in Comune” e poi tutto il nostro programma, l’invito fu rivolto ai cittadini di dare una mano e avvicinarsi. Ed è stato in quel frangente che mi sono avvicinato, partecipando ai gruppi di lavoro per la stesura del programmo di mandato.

Discorso Tari: il problema oggi è che per molti gioiesi la situazione è tutt’altro che invariata.

La situazione è rimasta invariata. Il piano economico e finanziario di quest’anno è invariato e quindi nelle casse del Comune entreranno gli stessi soldi ma con un servizio completamente diverso, con circa una quindicina di dipendenti in più e con servizi accessori in più. C’è stato un ricalcolo delle tariffe perché costi fissi e variabili rispetto alla raccolta stradale sono cambiati. Il problema è che nel piano economico e finanziario degli anni precedenti mancano le riduzioni delle case sparse che ne avevano diritto per circa il 60% e questa è una voce di costo che non abbiamo riscontrato negli anni precedenti e che abbiamo dovuto inserire e questa può essere una delle cause del disallineamento tra l’ufficio tributi e l’ufficio ragioneria. Noi abbiamo fatto quello che la legge richiede. Per quanto riguarda le utenze non domestiche c’è da dire anche che a pochi giorni dal consiglio, l’ufficio tributi ci avvisa di una riduzione delle superfici di circa 50mila metri quadri e questo significa la necessità di spalmare quelle somme sulle restanti attività commerciali.

In ragione di questo non sono state accettate le riduzioni proposte dal gruppo misto per alcune categorie?

Quando hai un piano Tari, circa il 30 % riguarda le utenze non domestiche e quelle somme devono comunque essere introitate. Se quindi riduco ad alcune tipologie commerciali, devo necessariamente aumentare ad altri perché devo comunque raggiungere la quota del 30%. Per ridurre il carico Tari bisogna trovare dei capitoli di bilancio da cui attingere. Per questo credo che quella sia stata una proposta strumentale. Per quanto riguarda le esenzioni Tari, c’è un capitolo di bilancio dei servizi sociali che c’era, c’è e ci sarà.

Pensate di riporre nuovamente la vostra fiducia in Donato Lucilla?

Sicuramente. Per come l’ho conosciuto io, è una persona preparata e capace e la nostra fiducia verrà riposta in lui, una persona molto stimata anche a livello sovralocale e sentire altri amministratori che hanno mostrato attestati di stima nei suoi e nei nostri confronti è motivo di orgoglio.

Accetterebbe?

Credo che in questo momento sia prematuro. Forse ora vorrebbe solo staccare e riprendere una vita tranquilla avendo forse altre priorità

Cosa la gente non ha capito relativamente all’epilogo di questa esperienza?

Forse l’errore nostro è stato quello di essere stati poco ruffiani. Nell’epoca della comunicazione, dovevamo comunicare di più con l’esterno. Quando ci accusano di essere slegati dall’esterno, non Io capisco. Forse Io stesso Lucilla avrebbe potuto avere un atteggiamento più ruffiano, andando in giro ma in realtà non avrebbe cambiato le cose. Lui era a palazzo San Domenico a risolvere i problemi e questi non li risolvi se vai in giro. Tra l’altro Lucilla è sempre stato coerente, ha continuato a fare quello che faceva prima di essere sindaco.

Il vostro programma elettorale rimane Io stesso del 2016?

Rimane validissimo ma deve essere ampliato su altri temi ma penso che abbiamo dato dimostrazione che la politica dei progetti è valida. Gli enti locali non hanno grosse disponibilità per cui è importante attirare risorse e questo grazie a capacità progettuali. Purtroppo la risposta non è immediata.

Il fatto che il Commissario da subito abbia messo mani alla pianta organica significa che qualcosa non andava?

La nostra era una pianta organica in divenire soprattutto per l’ufficio tecnico e probabilmente avremmo già risolto parte dei problemi se non fosse stata fatta ostruzione sulla questione dello statuto comunale perché quello che è uscito fuori è un ottimo documento che ha visto la partecipazione di quasi tutta la parte politica ma evidentemente la volontà era solo quella di bloccare il paese.

 

Vito Emilio Capodiferro 
di Lucia Rizzi – Intervista pubblicata su “Fax” del 30 giugno 2018

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