I fatti, parla Donato Lucilla

Come risponde a chi accusa la sua Amministrazione di non aver verificato la corretta esecuzione del contratto con la società Navita, dell’igiene urbana, specialmente per ciò che concerne la comunicazione? Alcuni parlano di 300mila € spesi dal Comune per i quali non si sarebbero visti i risultati…

È facile immaginare che, viste le tante polemiche che hanno accompagnato la scelta di affidare il servizio alla Navita, operazione rivelatasi più che giusta alla luce degli eccellenti risultati ottenuti a fronte di un costo inferiore rispetto a quello della stradale, ci si sarebbe dovuti “inventare” qualcosa per attaccare l’Amministrazione. Che questi attacchi arrivino da chi avrebbe dovuto conoscere come stanno le cose appare sorprendente. Andiamo con ordine. Va evidenziato, innanzitutto, che il contratto sottoscritto con la Navita è soggetto al controllo di una società terza, la quale verifica che le prestazioni della società siano conformi al contratto. Perciò le attività che vengono svolte dalla Navita, così come le eventuali compensazioni che possono essere richieste dall’appaltatore per rispondere ad esigenze dell’utenza, quale ad esempio il passaggio aggiuntivo per il ritiro della plastica delle utenze non domestiche, vengono vagliate dalla direzione di esecuzione del contratto che ne certifica la conformità e, in caso di problemi, provvede ad effettuare rilievi che possono arrivare fino alla sanzione o, addirittura, alla risoluzione del contratto. Ora, immaginare che ci possa essere stata una inadempienza contrattuale di quasi il 10 % del contratto senza che il direttore di esecuzione dei lavori abbia avuto modo di intervenire è, come minimo, un’offesa alla professionalità di questa azienda, specializzata nel settore ed operativa da diversi anni. La cifra di 300mila euro che viene, a sproposito, citata è legata alla differenza di costo tra il primo anno ed il secondo anno di attività. Il motivo per cui esiste questa differenza di costo è dovuto a vari fattori. Nel primo anno di attività, la società sostiene tutta una serie di costi, cosiddetti, di “cantierizzazione”, ovvero legati all’avvio della commessa, tra i quali ci sono anche i costi per la comunicazione, ma soprattutto la società effettuerà un numero di passaggi per la raccolta dell’indifferenziato superiore rispetto agli anni a venire. Contrattualmente, inoltre, è previsto che si riduca di una unità il numero di addetti proprio in considerazione del minor numero di ritiri che saranno effettuati a partire dal secondo anno. È evidente che sia questa una delle voci che maggiormente impattano sulla riduzione del costo del servizio a partire dal secondo anno.

Riscossione dei tributi. Tra i provvedimenti che più si attendevano, si guardava con attenzione al “dopo Tributi Service” (ex Cerin). Come risponde a chi ha accusato la sua Amministrazione di non aver avviato alcuna procedura per sostituire la società di riscossione, creando scompiglio nell’ufficio tributi, anche all’indomani dell’accorpamento con l’ufficio ragioneria? Quali azioni avete intrapreso, rispetto al mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti e sul numero inferiore degli stessi, rispetto al contratto?

Quella dei residui, cioè le partite attive, i crediti, che il comune deve ancora incassare rappresentano una delle criticità della gestione dell’Ente. Fin dai primi consigli comunali ho sollecitato la costituzione di una commissione di studio formata da consiglieri comunali che avrebbe potuto approfondire la vicenda e dare impulso all’attività della Giunta. Purtroppo, quando si tratta di impegnarsi, di lavorare concretamente, non sono molte le persone disposte ad adoperarsi e, nonostante gli inviti ripetuti non si è mai concretizzata alcuna attività di supporto all’amministrazione.

Ad ogni modo, l’amministrazione è intervenuta sull’ufficio sia attraverso l’avvicendamento dei responsabili, sia con l’inserimento di una nuova unità lavorativa. La necessità di accorpare l’area tributi all’ufficio finanziario, oltre a rispondere a criteri di efficienza, è stata dettata dalla constatazione della necessità di intervenire sui residui per oltre 1milione di euro, poiché vi erano dati discordanti tra i due uffici. L’idea dell’amministrazione è stata quella di mantenere il servizio internalizzato e di avvalersi di attività di supporto. Il nostro indirizzo di base era quello di rivolgersi all’agenzia della Riscossione, con la quale si erano già effettuati alcuni incontri e si era avviato un proficuo scambio di informazioni, ma la decisione definitiva sarebbe stata assunta d’intesa con i funzionari responsabili, titolari dell’azione amministrativa, e che, purtroppo, non sono riusciti a predisporre il tutto in quanto l’impegno per la predisposizione del bilancio di previsione e del rendiconto è stato enorme.

Per quanto riguarda la vicenda degli stipendi abbiamo previsto di effettuare l’intervento sostitutivo (ovvero pagare direttamente i dipendenti assegnati all’appalto di Gioia del Colle) nel rispetto e nei limiti di quanto previsto dalla legislazione vigente. Per quanto attiene la segnalazione circa il numero di unità adoperate inferiore, è, ovviamente, incombenza del responsabile del servizio valutare eventuali inadempienze e procedere con quanto contrattualmente stabilito ma, non mi risulta, ci siano state contestazioni al riguardo.

Vorrei precisare che in merito alla corretta esecuzione del contratto è stato dato un forte impulso dalla nostra amministrazione, fin da subito, dovendo anche incontrare alcune difficoltà come la documentazione relativa all’appalto, ancora depositata presso il Tribunale di Bari e quindi non nelle disponibilità dell’Ente: abbiamo dovuto attendere settimane prima di riuscire ad ottenere la copia della documentazione utile.

Qual è il suo commento a freddo, a seguito dell’approvazione del bilancio di previsione da parte del Commissario Prefettizio che, nei fatti, rispecchia lo schema approvato dalla sua Giunta e che, però, non ha visto la luce in Consiglio Comunale?

Faccio lo stesso commento che ho fatto “a caldo” durante il comizio nel quale spiegavo le ragioni della caduta: non poteva essere altrimenti. Il commissario ha approvato il bilancio con le modifiche che la maggioranza aveva proposto come emendamento per accogliere alcune osservazioni fatte dai revisori e l’approvazione è avvenuta non perché fosse il bilancio migliore del mondo ma semplicemente perché era il miglior bilancio che si potesse portare in approvazione in questo momento. D’altra parte, le note, (a mio avviso del tutto infondate, come confermato dall’approvazione del bilancio), inviate in Prefettura ed alla Corte dei Conti dai consiglieri di centro destra firmate insieme a Donato Paradiso, avranno quasi certamente determinato una maggiore attenzione da parte dei funzionari incaricati della gestione del Comune, pertanto, l’approvazione dello schema come predisposto dalla mia amministrazione non può che aumentare la rabbia su quanto siano state pretestuose le motivazioni poste alla base della decisione di non votare questo bilancio. Quando il prossimo anno riprenderemo l’amministrazione della città troveremo, grazie a questo lavoro, una situazione nettamente migliore di quella che ho trovato appena due anni fa.

 

Donato Lucilla
Intervista su La Voce del Paese

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