Statuto Comunale, i cambi di casacca di De Rosa e Zileni: violato il mandato degli elettori

Tra i temi dell’Amministrazione Lucilla, quello della partecipazione ha fatto, fin da subito, la parte del leone. Un lavoro condiviso con tutti i consiglieri, maggioranza ed opposizione, ha portato lo scorso 20 febbraio, durante la seconda assemblea cittadina sul tema, presieduta da Donato Paradiso, Consigliere anziano e dal Sindaco, Donato Lucilla, la presentazione alla città del lavoro svolto sulla revisione dello Statuto Comunale; perché il perseguimento del bene comune non può e non deve essere ostaggio dei colori politici.

Ebbene, dopo un intenso lavoro di partecipazione, confronto e condivisione, dopo che anche ai cittadini gioiesi erano state chieste eventuali integrazioni, dopo il contributo offerto dall’Associazione Gioia in Movimento, ancora una volta i Consiglieri del gruppo misto, fuoriusciti da Pro.di.Gio., Alessandro De Rosa e Giuseppe Zileni, assieme al Consigliere indipendente del PD e al Segretario del PD, chiedono che il testo sia nuovamente rinviato ad esamina di un altro, non ben chiaro o chiarito, comitato, addirittura facendo intravedere il ricatto di un “cospicuo numeroso pacchetto di emendamenti da presentare in Consiglio che, data la portata, richiederebbero in ogni caso un’istruttoria né lieve né estemporanea – si legge”.

L’ennesimo tentativo di ostruzionismo rispetto all’aggiornamento dello Statuto Comunale, passaggio quasi obbligato per renderlo al passo con la normativa in vigore e quindi rispondente ai reali bisogni dell’Ente, ovvero alle necessità dell’intera comunità cittadina.

Ricapitolando: oggi Alessandro De Rosa e Giuseppe Zileni, ex consiglieri comunali di Pro.di.Gio., che hanno deciso di cambiare casacca, violando il codice etico del Movimento che loro stessi avevano sottoscritto non dimettendosi, oggi firmano assieme al consigliere indipendente del PD e al Segretario cittadino del PD una richiesta al Consiglio Comunale.

Ma non è finita qui. La storia, per chi la conosce, può riservare sempre nuove soprese e noi non dimentichiamo tanto facilmente.

L’Amministrazione Povia, nel 2013, decise di sopprimere le Dirigenze all’interno dell’Ente. Per far questo, passaggio necessario era proprio la modifica dello Statuto Comunale.

Ecco cosa dichiarava il 12 marzo 2013 l’allora capogruppo del PD in Consiglio Comunale, Vito Ludovico: “Atteso che la maggioranza che serve per approvare le modifiche allo statuto è quella dei due terzi dei componenti del Consiglio Comunale, responsabilmente non mi sottrarrò ad un voto favorevole rispetto a questa proposta di modifica, pur evidenziando, e sono costretto a farlo, che personalmente avrei gradito che questa scelta fosse…” e ancora “una misura che probabilmente avrebbe imposto una riflessione maggiore per valutare i pro e i contro rispetto a questa cosa. Forse è mancato un attimo il tempo ed oggi siamo di fronte ad una scelta obbligata, non ci sono altre possibilità.”

E al capogruppo del PD Ludovico faceva eco il Consigliere Filippo Martucci che allora disse “Speriamo che questa sia una scelta non giusta, secondo me non è giusta, ma che non possa procurare danni all’Ente”.

Quando il PD ha governato a Gioia del Colle e si è ritrovato dinanzi la necessità di dover modificare lo Statuto Comunale, non solo scelse le segrete stanze della maggioranza ma in breve tempo furono costretti anche a turarsi il naso, votare favorevolmente, pur con voci discordi al loro interno. E ricordate momenti di partecipazione o assemblee cittadine?
Noi no.

Ecco perché il richiamo alla partecipazione sottoscritta dal Consigliere indipendente del PD, dal Segretario del PD e dai fuoriusciti Alessandro De Rosa e Giuseppe Zileni appare del tutto strumentale, teso non a fornire risposte concrete ai cittadini ma ad ostacolare l’attività dell’Amministrazione Lucilla.

Un’ultima considerazione, una provocazione, però ce la vogliamo concedere: perché due consiglieri del gruppo misto decidono di sottoscrivere un documento con gli esponenti principali del PD a Gioia del Colle?

E se… No, non vogliamo crederci. Non vogliamo dare credito a quelle voci che vedrebbero i due fuoriusciti ormai tra le braccia del Partito Democratico.

E se… Adesso il tentavo sia quello di far cadere, a tutti i costi, l’Amministrazione Lucilla per ripresentarsi alle elezioni, sotto nuova veste ed una improbabile verginità politica?

Quali altre sorprese ci riserverà il futuro?

 

Movimento Pro.di.Gio.

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