Il rispetto della memoria

Leggiamo spesso con grande disappunto i comunicati de La Bottega e l’ultimo sulla scuola Losapio, dal titolo “Dalle stelle alle stalle”, ci lascia quantomai allibiti.
Allestire un Infopoint in un palazzo nel pieno centro della città, per un breve periodo, per fornire informazioni utili ai cittadini in merito alla raccolta differenziata, non ci sembra affatto trasformarlo in una stalla e neppure una decisione che, come viene scritto, mortifica, offende e umilia i cittadini gioiesi.



Il Sig. Gisotti poi ci stupisce con le sue accuse diffamanti, del tipo: il palazzo Tateo trasformato quasi in un contenitore per “u remmate”, offendendo la memoria del benefattore abate Losapio che aveva acquistato il settecentesco palazzo per “farne luogo di studio, formazione, crescita della gioventù”.
Giusto per fare chiarezza: il palazzo Tateo è stato costruito nel 1869, come afferma Giovanni Carano Donvito nella sua Storia di Gioia, per cui l’abate Losapio non l’ha mai visto, essendo passato a miglior vita nel 1842! Successivamente il palazzo fu acquistato dai fratelli De Bellis e nel 1925 dall’Amministrazione Comunale.
L’abate Losapio, nel suo testamento, lasciò al comune una ingente somma di denaro e la sua collezione di libri per la realizzazione di una biblioteca pubblica e l’istituzione di tre scuole classiche. Per cui destinare tale fabbricato alla biblioteca, non significa affatto fare un torto alla memoria del nostro illustre cittadino, visto che non è idoneo a contenere le classi di una scuola moderna e visto anche che il palazzo Serino non è idoneo a contenere l’attuale biblioteca.

Nessuno dei firmatari del comunicato si è interessato ai ragazzi che da quest’anno sono al distaccamento della Losapio, nessuno di lorsignori si è interessato dell’ambiente che hanno trovato i bambini, se le nuove aule risultano piccole o grandi, buie o luminose, pulite o sporche.
Denigrare qualunque scelta si faccia a prescindere, insinuando falsità, compresa la possibile installazione di una Pinacoteca (che Gioia merita per gli artisti presenti e passati) nell’attuale centralissima sede INPS, invece di plaudire alla vittoria di un bando specifico, la dice lunga sulla scarsa visione di crescita culturale del nostro paese.

 

Movimento Pro.di.Gio.

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