La delegittimazione politica nell’epoca dei social network

Dall’insediamento di questa Amministrazione abbiamo assistito ad un progressivo inasprirsi dei toni e del livore.
L’accesa campagna elettorale che ha portato alla netta vittoria della squadra Lucilla, ha innescato un processo di intensificazione dello scontro politico che, invece di attenuarsi col tempo, si è esacerbato nei toni e nei modi.
Manifesti, articoli, accuse e/o ingiurie urlate in pubblica piazza, attacchi continui su internet, una vera e propria macchina del fango ben oliata che ha l’obiettivo di portare ad un lento e inesorabile logorio del largo consenso ottenuto durante la campagna elettorale.
Invece che scegliere la strada del dibattito politico leale e corretto, i vari gruppi politici di opposizione (rappresentati in consiglio e non) non hanno perso nessuna occasione per dileggiare e diffamare i membri dell’Amministrazione, con manifesti, comunicati e comizi che, fatto salvo il diritto alla satira, risultano quantomeno offensivi e lesivi della dignità della persona. Tanto più quando vengono tirati in ballo le sfere familiari o argomenti che poco hanno a che fare con la politica ed il governo della città.

In questi mesi abbiamo visto tappezzare la città di ogni sorta di manifesto propagandistico che, travisando la realtà dei fatti, andava ad accentuare una campagna d’odio che trovava poi sui social network il megafono ideale per raccontare in maniera distorta qualunque azione intrapresa da questa Amministrazione che, con grande coraggio, sta mettendo in campo il cambiamento (spesso a partire dalla messa a norma di situazioni illegali) disatteso per anni.

Di queste disinformazioni ne ricordiamo alcune a titolo di esempio:

  1. il passaggio alla raccolta differenziata con un nuovo gestore che rispetta i requisiti di legge, salvaguardando e non penalizzando (come viene raccontato) i lavoratori della municipalizzata Spes;

  2. la questione Itea ritirata in ballo dopo anni di oblio, come se fosse una nuova bomba ecologica, per una autorizzazione urbanistico-edilizia che il comune doveva rilasciare obbligatoriamente, omettendo di dire le azioni intraprese per risolvere una questione annosa e salvaguardare la salute dei cittadini;

  3. l’istituzione del Parco Lama San Giorgio-Giotta che, spacciato come una gabbia burocratica per le aziende agricole, di fatto non aggiunge nessun nuovo vincolo (tranne il divieto di caccia) a quelli già presenti su quelle aree, mentre diventa l’opportunità per attingere a finanziamenti regionali e installare nuove attività imprenditoriali legate ai prodotti d’eccellenza del territorio gioiese;

  4. la messa a norma di scuole e biblioteca, spacciata come un deliberato attacco al diritto alla formazione;

  5. la chiusura serale estiva del centro storico (al traffico veicolare) e il parcheggio con disco orario sull’anello di strade che lo circoscrive, boicottate in ogni modo e spacciate come disagi per la cittadinanza, quando in altri comuni a noi limitrofi sono una prassi consolidata che consente (se ben sfruttata) un indubitabile sviluppo economico e sociale;

  6. la manutenzione delle giostrine, disattesa per decenni, che viene stigmatizzata come troppo lenta o manchevole nello storytelling dell’opposizione;

  7. la deratizzazione e la deblattizzazione, mai fatte ad un tale livello, eppure criticate anche con foto di topi morti in strada, conseguenza ovvia del trattamento eseguito;
    E così via…

Su Facebook gli attacchi deliberati verso esponenti della maggioranza stanno assumendo ormai caratteri parossistici, le persone danno libero sfogo alle più infime pulsioni senza freni inibitori, fregandosene di mettere la faccia anche nei commenti più meschini.
Un esempio paradigmatico è la rabbia scatenatasi dopo la gravissima violenza subita da una donna di settant’anni; il delitto ha avuto un’eco notevolissima perché a commetterlo pare sia stato un giovane immigrato di colore. Sui social si sono toccate vette di razzismo preoccupanti, con frasi invereconde rivolte al sindaco e a suoi stretti familiari.
In questo caso il problema dell’immigrazione non c’entra nulla, per noi un’aggressione così grave nei confronti di una donna inerme è da condannare fermamente a prescindere dal colore della pelle; l’inasprimento dei toni, in questo caso, fa seguito ad una campagna d’odio, in atto da tempo, contro la presenza degli immigrati sul territorio gioiese; inutile in questa sede affrontare il tema complesso dell’immigrazione e ribadire che il nemico non è l’immigrato, vittima a sua volta di un sistema che lo costringe a fuggire dal proprio paese natio e ad affrontare esodi biblici rischiosi e a meta indeterminata; rammentiamo però che l’Italia è un paese di migranti e in particolare Gioia è nata storicamente dall’assemblamento di varie etnie, per cui lo straniero non deve farci paura, invece crediamo che la soluzione del problema debba partire dal sottrarre un business lucroso alla gestione dei privati e in un deciso cambio di rotta delle politiche europee.

Le incertezze e le paure della popolazione, se pilotate ad arte, portano a quella che possiamo definire una vera e propria delegittimazione dell’avversario politico.
L’arma della delegittimazione si è andata affinando con i nuovi mezzi di comunicazione, gli “urlatori” dei social ne fanno largo uso, perché dalla loro hanno la scarsa conoscenza dei problemi dei cittadini e le regole della macchina amministrativa.
In generale poi constatiamo una mancanza di rispetto istituzionale e personale, come se la giovane età della gran parte degli amministratori possa conferire a chiunque il diritto di inveire e ingiuriare gli esponenti della maggioranza, che di contro dimostrano competenza e signorilità nel non prestare il fianco a tali attacchi sprezzanti e vergognosi. Ci si chiede come mai lo stesso trattamento non è stato riservato alle passate amministrazioni Longo e Povia, è solo per un fatto anagrafico?
Questo continuo utilizzo di aggettivi quali “arroganti, incompetenti, incapaci, superficiali” (per citare quelli non volgari, tralasciando i fotomontaggi ingiuriosi) rivolti agli amministratori non ha nulla a che fare con la vera Politica, con il dibattito nel merito dei problemi, con il confronto costruttivo. Ormai si usa fare solo scorretta e offensiva propaganda.

Ci piacerebbe invece vedere Gioia protagonista della Politica migliore, di quel confronto leale e trasparente che i gioiesi meritano. La nostra Coalizione continuerà a non tradire i veri principi della Politica, e manterrà sempre un atteggiamento corretto, perché per noi è giusto che sia così.

 

Movimento Pro.di.Gio.

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