La differenza tra tutela della salute pubblica e informazione strumentale. Discrepanza tra fatti e parole.

Una vis polemica particolarmente aspra ed articolata ha accompagnato fin da subito l’autorizzazione urbanistico-edilizia rilasciata da questa Amministrazione in data 25 gennaio 2017. I partiti d’opposizione e molti personaggi politici, silenti per anni sulla questione, hanno strumentalizzato la vicenda omettendo o distorcendo la verità.

Nell’ambito del procedimento di Valutazione dell’Impatto Ambientale (VIA) intrapreso dalla Regione, il permesso andava rilasciato obbligatoriamente per non incorrere in richieste risarcitorie esose da parte di ITEA, non essendo variate rispetto al 2004 (data di rilascio della prima autorizzazione) le condizioni a contorno (PRG, ubicazione e volumetria dell’impianto).

La novità di questo parere, sminuita o “disinterpretata” da chi non ha avuto riguardo per la verità, è stato il condizionarlo alla non nocività dell’impianto della ditta ITEA, che per anni (dal 2006 al 2013) ha sperimentato indisturbata il processo di ossi-combustione su rifiuti pericolosi e non.

Questo era l’unico appiglio normativo (art. 15 delle NTA del PRG) a cui poteva ricorrere in quella fase l’Amministrazione.

Non sono serviti a calmare le acque, né il comunicato stampa dell’Amministrazione intitolato “Dal diritto di critica all’allarmismo: quando la politica vuole nutrirsi della paura” (21 marzo 2017) che chiariva la questione, né la conferenza stampa del 29 marzo in cui il Sindaco esponeva le motivazioni, né il successivo resoconto dell’assessore De Mattia del 15 aprile 2017. Tacciando di arroganza e di incompetenza l’operato del Palazzo si è usata altrettanta arroganza e supponenza nel trattare tematiche delicate che avrebbero meritato un approfondimento onesto delle conoscenze necessarie per esprimere un giudizio consapevole.

Intanto il 30 marzo 2017 la Regione rilascia l’autorizzazione nel procedimento VIA, nonostante le perplessità espresse dall’ARPA (ente preposto alla salvaguardia dell’ambiente) sulla tipologia di impianto (tra l’altro Arpa non aveva negli anni precedenti rilasciato dati sufficientemente esaustivi sulle emissioni). Nel VIA manca però il parere dell’ASL, ente preposto alla sanità pubblica.

A quel punto l’Amministrazione richiede ufficialmente all’ASL (in data 4 aprile 2017, dopo appena 5 giorni dall’autorizzazione regionale) la valutazione dell’impatto sulla salute, per verificare la sussistenza della condizione di non nocività dell’impianto.

La ASL si esprime in data 29 maggio 2017 e il suo parere, che nessuna Amministrazione aveva mai sollecitato prima, evidenzia l’incompletezza della documentazione fornita dalla stessa ITEA, sconsigliando pertanto di procedere ad ulteriori sperimentazioni.

L’amministrazione in data 1 giugno 2017 chiede quindi la revoca dell’autorizzazione rilasciata dalla Regione, grazie al vincolo posto a gennaio al parere urbanistico. Altra grave falsità è stato affermare che l’Amministrazione Lucilla avesse commesso un “blitz” contro la città, rilasciando l’autorizzazione. Gli atti di questi giorni confermano una volta per tutte il reale svolgimento dei fatti.

La buona amministrazione si incardina sul principio di seguire la legalità e le procedure previste dalla legge, piuttosto che ricercare il consenso dei cittadini come se si fosse in campagna elettorale o strumentalizzando le informazioni. Viene da chiedersi quale interesse particolare avrebbe avuto l’Amministrazione attuale a non tutelare la salute dei cittadini? Non ottemperare ad un atto dovuto, il parere urbanistico, avrebbe invece esposto la comunità alla possibilità che si aprisse un ennesimo contenzioso. È innegabile, invece, che la scelta di subordinare il parere alla non nocività, è stato un atto volto a tutelare la salute pubblica, per la prima volta dopo ben dieci anni.

Ben venga la cittadinanza attiva: la salute pubblica è un bene che va difeso da tutti senza interessi di bandiera. Tutt’altra cosa è il terrorismo psicologico che genera tensione ed è un male per tutti.

Oggi, dopo 5 mesi di atti concreti si è giunti all’apertura di un tavolo tecnico perché sia valutato con rigore scientifico l’impatto ambientale dell’impianto sulla città, basandosi su quanto previsto dalla legge, nell’interesse delle imprese e nell’ancora più legittima difesa della salute pubblica, salute che mai sarà subordinata a logiche di guadagno.

Coloro i quali non hanno creduto alla ferma volontà dell’Amministrazione Lucilla di controllare e verificare il corretto svolgimento dell’attività dell’impianto a salvaguardia della salute cittadina, vengono oggi smentiti dai fatti. Invece di una demagogica raccolta firme è stata posta in essere la legittima procedura per tutelare la nostra città.

È il momento giusto per fare le cose come si deve, dicendo basta a improvvisi ravvedimenti di coloro che quando avevano il potere di porre in essere azioni sono rimasti invece inerti e semplici spettatori.

 

Coalizione “Un Impegno…in Comune”
Movimento Pro.di.Gio. e Movimento Solidarietà e Partecipazione

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