Pareri e verità sul polverone ITEA

Sulla questione ITEA ho l’impressione che non si voglia ascoltare ciò che l’Amministrazione ha predisposto, che non si voglia ricordare, e che davvero non si voglia andare a fondo circa la procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale di competenza regionale.

Si preferisce far credere che si stia per costruire un nuovo impianto (falso), che l’impianto di Gioia è un inceneritore a pieno regime (falso), che l’amministrazione abbia dato l’autorizzazione (falso), che si bruceranno rifiuti nucleari (falso).

L’impianto di ITEA può trattare massimo 50 tonnellate di rifiuti l’anno, per un massimo di 5 tonnellate giorno, quindi un massimo di accensioni pari a 10 giorni l’anno. Per fare un esempio l’impianto che era in corso di autorizzazione in questo periodo a Modugno, che avrebbe utilizzato la stessa tecnologia di ITEA, è un inceneritore che brucerebbe una quantità di 2340 volte maggiore dell’impianto pilota presente a Gioia. Quindi l’impianto di ITEA non è considerato a regime, ma sperimentale, proprio perché non è in azione in maniera costante e serve a testare la tecnologia da applicare in dimensioni maggiori altrove.

Anche la presenza di Ansaldo nucleare, che paventerebbe secondo alcuni l’ipotesi di utilizzo di rifiuti radioattivi, è fuorviante, perché Ansaldo nucleare ha partecipato con Itea nel 2015 al bando regionale per ottenere il finanziamento di 4,5 milioni di euro, ma non è presente nel procedimento VIA e nell’elenco dei rifiuti che l’impianto può trattare non sono presenti materiali radioattivi, anche perché da un punto di vista tecnico l’impianto, per sua natura, non può bruciare sostanze radioattive. Oltre al fatto che il trattamento di rifiuti radioattivi è vietato per legge, normativa 2005-2006. Probabilmente molti errori diffusi in questo periodo derivano dall’aver confuso il progetto presentato da ITEA per il finanziamento regionale, da quello poi sottoposto all’iter autorizzativo, ma su questioni così complesse si dovrebbe fare più attenzione.

Durante il Consiglio Comunale, così come fatto in conferenza stampa ho cercato solo di ripercorrere la storia di questa faccenda, di illustrare competenze e compiti di ogni ente in questi procedimenti, e di informare sulle azioni dell’Amministrazione, che in questo momento tiene in sospeso il procedimento di autorizzazione rilasciato dalla Regione il 30 marzo, grazie all’aver espresso un parere condizionato. Perché bisognerebbe concentrarsi sul monitoraggio e la tutela della qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo di Gioia del Colle, invece si preferisce disinformare e far finta di non sapere che fino ad oggi su questi temi non si sia fatto nulla!

Nel 2004 inizia l’iter per poter costruire questo impianto. Lo stesso parere arpa, rilasciato nel 2017, ci dice che l’impianto è rimasto sempre lo stesso dal 2004 in poi. La società all’epoca doveva richiedere diversi pareri tra i quali anche il parere urbanistico ed edilizio al Comune, nonché l’autorizzazione all’accensione e alla gestione dell’impianto da parte della Provincia in qualità di autorità competente. Il Comune rilascia nel 2004 parere urbanistico favorevole in quanto l’impianto ricade in zona D1 (Zona industriale) e non ci sono vincoli di carattere paesaggistico e storico-archeologico. Nel 2006 viene rilasciata la prima autorizzazione dalla Provincia Per un dissociatore molecolare (DISMO) pilota per il trattamento di rifiuti pericolosi e non pericolosi. Questa autorizzazione poi si rinnova ogni due anni. Nel 2007 il Comune rilascia un certificato di destinazione urbanistica. Nel 2009 e nel 2011 quando la provincia rinnova l’autorizzazione si parla ancora di rifiuti pericolosi e non pericolosi. In questo periodo il Comune non si esprime nuovamente con un parere urbanistico, perché le condizioni non sono cambiate: l’impianto è sempre lo stesso, il PRG non è cambiato, ricade ancora in zona D1 e non sono cambiate le volumetrie. Il Comune però viene informato sia del rinnovo delle autorizzazioni, che si succedono negli anni, sia del modificarsi dei codici CER dei rifiuti, e nel 2011, 2012 e 2013 vengono utilizzati rifiuti pericolosi. Cosa dice il nostro PRG, del 1974, nelle norme tecniche di attuazione ? Nell’art. 15: nelle zone D1 “Le zone industriali sono destinate all’insediamento di complessi produttivi, con esclusione di quelli nocivi di qualsiasi genere.”

Questa è l’unica frase a cui l’Amministrazione Comunale può appellarsi per poter iniziare ad esprimere un parere più consapevole ma soprattutto che possa, anche rispetto alle autorità competenti per le autorizzazioni, avere un valore che abbia un peso. Ogni autorizzazione prevede l’elenco dei rifiuti trattati e le prescrizioni, fin dall’inizio viene detto che l’impianto deve essere monitorato, che l’azienda deve comunicare 21 giorni prima, adesso è stato portato a 30, ad Arpa, Regione, Città Metropolitana e, in questi mesi abbiamo fatto aggiungere il Comune di Gioia del Colle, che avvierà la sperimentazione. E l’Arpa deve recarsi presso l’impianto ad effettuare il monitoraggio, oppure deve designare un ente terzo certificato che si occupi in sua vece del monitoraggio. Nel 2013, quando l’impianto doveva ottenere il rinnovo dell’autorizzazione, la Città Metropolitana decide di autorizzare il solo trattamento dei rifiuti non pericolosi e chiede di avviare il procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) per i rifiuti pericolosi. Qui c’è già un primo enorme fraintendimento. È sbagliato dire che si sta per costruire un nuovo impianto, è sbagliato affermare che da adesso si potranno trattare rifiuti pericolosi che prima non venivano trattati, sono tutte informazioni distorte che è giusto rettificare. Nel 2016 ITEA avvia, per il trattamento dei rifiuti pericolosi, la procedura per la valutazione di impatto ambientale, l’ente competente non è più la Città Metropolitana ma la Regione, la Città Metropolitana deve solo rilasciare una sorta di nulla osta tecnico con il suo comitato che aveva fino ad oggi autorizzato l’impianto ed avvia una serie di prescrizioni, che non parlano soltanto delle emissioni, ma anche del modo in cui devono essere trasportati i rifiuti, come devono essere stoccati, come vengono bruciati, che fine devono fare le scorie vetrificate che derivano dal processo di ossi-combustione.

Tutto il processo viene sottoposto ad un iter di controllo e di monitoraggio.

Perché viene coinvolto nuovamente il Comune di Gioia del Colle per il parere urbanistico?

Perché è cambiata la procedura, non è più il semplice rinnovo, bensì è un procedimento di V.I.A. e viene richiesto nuovamente al Comune il parere urbanistico ed edilizio. L’Amministrazione che cosa può fare in questo caso? Possiamo negare che l’impianto si trova in zona D1?  NO, perché il PRG è sempre lo stesso. Possiamo dire che da un punto di vista edilizio le volumetrie non sono più in regola ? No, perché la volumetria è sempre la stessa. Possiamo solo rafforzare quell’unico appiglio normativo che abbiamo utilizzato correttamente, che è la non nocività. Per cui noi rilasciamo un parere che ha una sua forza questa volta, questo parere infatti dice che “il parere favorevole è condizionato alla non nocività dell’attività, considerato che l’impianto è ubicato nelle immediate vicinanze dell’abitato”, quindi cita l’art. 15 delle NTA del PRG. Dalla conferenza dei servizi di gennaio 2017 la regione avvia il procedimento V.I.A. che si è concluso il 30 marzo.

Una nota: tutta la documentazione è staata sempre disponibile, è anche pubblica e scaricabile sul sito regionale ed il 31 marzo abbiamo messo tutta la documentazione del VIA, con l’espressione del parere favorevole regionale, a disposizione di tutti i consiglieri, quindi nessun ritrovamento “scoop” sul parere ARPA come alcuni hanno affermato. Molta disinformazione si poteva evitare se solo si fosse letta correttamente la documentazione.

Durante questo procedimento avviato nel 2016 la Regione doveva acquisire diversi pareri e analizzare la documentazione (che è appunto pubblica). Il Comune non è l’ente competente nell’autorizzare, non è l’ente competente nel gestire l’impianto, non è l’ente competente nel monitorare, può soltanto seguire il procedimento e tutelare il territorio (mi chiedo in che misura sia stato fatto in passato e perché si continua a non voler dire che noi lo stiamo facendo). Il 30 marzo abbiamo appreso che all’interno di questo procedimento, manca il parere della ASL, perché nell’analisi di quelle che sono le competenze specifiche degli enti, abbiamo l’Arpa che verifica la qualità dell’aria (e che nel suo parere afferma che “non è tanto un problema di inquinamento ambientale” e che se l’impianto venisse autorizzato andrebbe monitorato, ed esprime dubbi sull’utilità della tecnologia, a volte i testi vanno letti integralmente) e abbiamo l’ASL che avrebbe dovuto (non obbligatoriamente per questo procedimento) le ricadute sotto il profilo sanitario. Per questo abbiamo ufficialmente richiesto il parere ASL, ed abbiamo affermato che laddove il parere fosse negativo negheremo il parere urbanistico ad ITEA, azione forte a cui la stampa non ha voluto dare risalto alcuno. Siamo stati accusati anche di aver sbagliato nell’apporre la doppia firma, dell’ingegnere e del sindaco, sul nostro parere, senza comprendere che così abbiamo voluto dare un peso maggiore alle nostre condizioni sulla non nocività, in quanto il sindaco è l’autorità sanitaria su Gioia, ma gli incompetenti per alcuni saremmo noi.

Poi del fatto che si sia attivato il progetto per il monitoraggio dell’aria, anche attraverso il progetto GIOCONDA con le scuole, che si stia lavorando per mitigare il rischio idrogeologico, per riprendere a tutelare la lama San Giorgio, per far ripartire il recupero del siero, per alcuni è meglio non parlare e far passare questa amministrazione per una amministrazione che fa blitz contro l’ambiente senza aver neanche ben compreso di cosa si stia parlando, senza aver compreso che noi abbiamo posto la giusta attenzione sulla faccenda, cosa mai fatta fino ad ora.

Daniela De Mattia
Assessore con deleghe alle Politiche Urbanistiche,
Risorse e Promozione del Territorio,
Decoro Urbano e Mobilità

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...