La legalità: elemento fondante della comunità

La sofferenza, l’emarginazione, l’indigenza, l’assenza di uno stato sociale capace di accogliere ogni cittadino in seno ad una comunità inclusiva, e quindi l’insinuazione sempre più profonda di una cultura mafiogena, si è manifestata nella sua forma peggiore: la violenza fisica e l’intimidazione contro l’attuale classe politica, contro Enzo Cuscito.

Ci sono state molte manifestazioni di solidarietà nei confronti del Vice Sindaco, spesso retoriche e sbrigative; Molti hanno dimostrato totale indifferenza. Così facendo si snatura un dibattito politico e sociale e si lascia spazio ad ipotesi fantasiose di connessione dell’accaduto con ragioni altre (es. motivi personali, manovre per distrarre da altri temi) rifiutando di analizzare seriamente i malesseri della nostra comunità. Ma quanti di noi hanno veramente compreso il livello di degrado che la nostra città può aver raggiunto a causa degli interessi criminali di organizzazioni trasversali al tessuto sociale?

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E pur non volendo considerare i fenomeni mafiogeni, di cui si possono ritrovare in tanti aspetti le espressioni organizzative e criminali, è evidente che la politica per decenni non è stata capace di dare risposte alla crescente richiesta di aiuto da parte della comunità, attraverso un’attività amministrativa nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza. Anche questo non può giustificare in alcun modo l’uso della violenza a discapito di un rapporto pacifico tra cittadini ed istituzione e del necessario confronto democratico.

Soprattutto da parte della vecchia classe politica cogliamo segni evidenti dell’incapacità di indirizzare l’azione verso una sana voglia di contribuire alla costruzione di una città migliore per tutti e la mancanza di una ben che minima onestà intellettuale. Tutto ciò è all’origine di una crescente tensione sociale che mal si coniuga col tentativo di questa Amministrazione di riconsiderare la legalità come elemento fondante per dirimere tutte le complesse problematiche lasciate sul tavolo da chi nel tempo ha favorito l’interesse privato, la prevaricazione sui deboli, la perdita di ogni sano valore, la considerazione che ci siano nulla facenti intoccabili e asserragliati nella loro poltrona pubblica.

Il cammino intrapreso vuole scalare una parete finanche troppo ripida, che metterà a dura prova anche le convinzioni più profonde di questa nuova squadra di governo della città. Ma vi è la certezza che nessuna violenza o intimidazione fisica o verbale potrà fermare questo intento, e solo un rinnovato atteggiamento collaborativo dimostrerà se le partecipazioni di solidarietà sono state un mero esercizio retorico, o la presa di coscienza che tutti devono far fronte per un confronto democratico rispettoso ed un’azione politica basata su una autentica condivisione e collaborazione. Abbandonando, una volta per tutte, inconcludenti e dannose posizioni di bandiera per mera opportunità politica.

 

Movimento Pro.di.Gio.

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