Come stanno le cose sulla faccenda del Segretario Generale

Apprendo con stupore degli infondati dubbi insinuati da un determinato gruppo politico sulla legittimità del provvedimento con il quale ho autorizzato l’assegnazione al Segretario Generale di un emolumento sulla retribuzione di posizione spettantegli. Mi si accusa addirittura di non aver mantenuto le annunciate promesse di cambiamento.

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Dispiacerà a miei detrattori apprendere quanto di seguito mi accingo a precisare.

L’indennità in parola è stata sempre riconosciuta, nella stessa identica misura, ai Segretari Comunali che negli anni si sono avvicendati nel nostro Comune.

Con il decreto che porta la mia firma ho voluto però introdurre un elemento di novità rispetto al passato: il Segretario percepisce la suddetta indennità principalmente perché investito della responsabilità di ben 2 unità organizzative di importanza strategica per l’ente e di elevatissima complessità: la Centrale Unica di Committenza e l’Ufficio Contratti, attività che rivestono un ruolo centrale nel programma di mandato con il quale sono stato eletto.

Quindi, in questo caso, vi è certamente un rapporto di stretta corrispettività fra le funzioni gestionali assegnate al Segretario Generale e il riconoscimento economico che gli è riservato.

A ciò deve aggiungersi, con grandissimo dispiacere per i suddetti detrattori, che questa Amministrazione è riuscita nell’impresa di risparmiare un buon 30% sulla retribuzione complessiva del Segretario, senza perdere un minuto, dico un minuto, del suo lavoro! Basta leggere lo schema di convenzione per l’esercizio associato della funzione di segreteria generale che a breve stipuleremo con il Comune di San Marzano di San Giuseppe per verificare ciò che ho appena affermato!

Quanto al presunto profilo di illegittimità, riguardante una presunta incompatibilità fra le funzioni vicarie assegnate al Segretario Generale e il ruolo che egli svolge come responsabile dell’anticorruzione, non piacerà dover constatare che la norma di cui invocano l’applicazione, e cioè l’art. 23, commi 6 e 7, del regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi non prevede l’evocata incompatibilità, non solo perché non si potrebbe astrattamente configurare, ma soprattutto perchè, non esiste. L’articolo citato si compone infatti di soli 5 commi (SIC!).

E’ vero invece che il Segretario è stato da me investito delle suddette funzioni nella sua qualità di responsabile di PO e ai sensi dell’art. 28 del vigente regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi (delibera di GM n. 215/2014), secondo cui “le funzioni vicarie in caso di assenza, impedimento temporaneo e incompatibilità del titolare di Posizione Organizzativa sono attribuite con decreto del Sindaco prioritariamente ad altro Direttore di Area titolare di Posizione Organizzativa”.

Ma soprattutto questa decisione è stata dettata sempre da una finalità di risparmio economico ciò alla luce di quanto previsto dal comma 2 dell’art. 28 del richiamato regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, secondo cui “in caso di assenze, ad esclusione del congedo per ferie dei titolari di Posizione Organizzativa superiore ai trenta giorni verrà corrisposto al responsabile incaricato delle funzioni vicarie un compenso aggiuntivo pari a quello percepito dal titolare, ragguagliato al periodo di tempo in cui è stato incaricato e comunque nel limite del tetto annuale consentito dal contratto”.

Il citato disposto normativo appare di dubbia legittimità atteso che non chiarisce la natura e la quantità del “compenso aggiuntivo” spettante per la sostituzione e sembra contravvenire, per come formulato, al principio di onnicomprensività della retribuzione spettante agli incaricati di PO.

Per questo ho, per il momento, preferito assegnare al Segretario e non ad un altro funzionario le funzioni vicarie di cui all’art. 28 del nostro regolamento.

Per concludere evidenzio che l’assegnazione di tali funzioni ha un peso specifico limitatissimo (pari a 3,3 punti) nell’attribuzione del punteggio complessivo conseguito dal Segretario Generale all’interno della griglia di valutazione (91,6) e non può neanche lontanamente influire sul riconoscimento, nella misura stabilita, dell’emolumento in esame (per il quale è sufficiente conseguire un punteggio minimo pari a 80).

Donato Lucilla
Sindaco di Gioia del Colle

 

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