WELFARE: integrazione ed equità dei servizi alla persona

Il sistema Welfare avrà l’obiettivo della piena integrazione sociale delle differenti componenti umane, siano esse locali o extracomunitarie, con il supporto alle famiglie. Sarà realizzata una rete di cooperazione sociale che permetterà la piena e dignitosa espressione individuale di ogni cittadino, con particolare attenzione alle persone con disagio fisico e sociale.

Le attività di volontariato, sociale, culturale e sportive non professioniste, saranno pienamente e prioritariamente supportate in qualità di fattori indispensabili per la coesione sociale. La comunità giovanile beneficerà di una costante programmazione di attività propedeutiche alla crescita e all’integrazione socioculturale.

La popolazione più anziana, in aumento, sarà supportata con attività di socializzazione, con luoghi di ritrovo, di attività hobbistica (orti urbani) e occasioni di incontro e scambi culturali con le nuove generazioni, nell’ottica della valorizzazione e salvaguardia delle nostre radici e dei rapporti tra le diverse generazioni.

Particolare attenzione sarà prestata alle categorie vulnerabili, alla lotta contro le discriminazioni, ed alla promozione e creazione di occupazione sostenibile e di qualità, garantendo una protezione sociale adeguata e dignitosa. Si perseguirà lo scopo di eliminare qualunque forma di dipendenza clientelare tra “bisogno” ed “aiuto”: «insegnare a pescare, non regalare un pesce».

L’istituzione dei Comitati di quartiere, inoltre, rappresenterà un importante luogo di confronto ed azione capillare, da attuarsi sul territorio nei confronti delle problematiche e delle proposte dei cittadini riguardanti benessere sociale, sicurezza e integrazione.

Desideriamo che Gioia del Colle sia una città inclusiva, attenta a rispondere ai bisogni di tutti i cittadini in modo da produrre benessere materiale, psicologico e ambientale, oltre che minor tensione sociale. Noi riteniamo che il primo bisogno debba essere individuato nella necessità per i non occupati di avere un lavoro, in modo da soddisfare le proprie necessità primarie e quelle familiari. Si pensa così di promuovere e attivare:

  • Tirocini informativi;
  • Borse lavoro;
  • Servizi di pubblica assistenza

Collaborazioni con le politiche agricole e commerciali, al fine di facilitare l’accesso a forme di investimento economico Si ritiene utile, inoltre, implementare il “Pronto Intervento Sociale”, struttura prevista dal precedente “Piano di Zona”, al fine di consentire l’emancipazione di coloro che si trovano in uno stato momentaneo di vulnerabilità. Se l’obiettivo del progetto sociale è l’inclusione, l’attenzione va rivolta alla cura, soprattutto, delle fasce deboli in condizioni di disagio: disoccupati, disabili, anziani, extracomunitari, adolescenti a rischio, gli emarginati in genere. Sono opportuni, per loro, percorsi di integrazione e di accompagnamento, con progetti mirati al conseguimento e al recupero della propria autonomia e dignità personale. Chi è senza lavoro non è riconosciuto come “persona” produttiva, e vede minata la sua dignità. Interessante e proficua risulta essere la pratica del “Last Minute Market” per ridurre gli sprechi alimentari e soddisfare così i bisogni prioritari a costi ridotti. L’infanzia è un altro ambito degno di attenzione: i luoghi pubblici di gioco vanno opportunamente adeguati allo scopo di facilitare la socializzazione e l’integrazione con anziani, disabili, appartenenti a ceti sociali diversi e favorire le relazioni tra bambini e bambine.

A proposito di disabilità, e non solo, va necessariamente attuato un piano di superamento delle barriere architettoniche, per rendere la città accessibile e fruibile in ogni sua direzione, sia centripeta che centrifuga. Ogni spazio, quindi, deve essere socialmente riconosciuto, sviluppato, promosso e fruito regolarmente da tutti i cittadini, non solo dai residenti nel loco specifico, Al fine di evitare la diffusione di zone “dormitorio” o il verificarsi di dinamiche pericolose di emarginazione, si intende valorizzare le periferie al pari delle zone centrali, che già sono luoghi positivi di aggregazione.

Se gli abitanti delle periferie si sentiranno non esclusi, sicuramente diventeranno più partecipi della vita della città e saranno maggiormente motivati a organizzarsi in “Comitati di Quartiere”, i quali avranno la funzione di ponte costruttivo e dinamico tra le istanze dei cittadini e l’Amministrazione, instaurando in tal modo un dialogo più significativo e sinergico. Grande rilievo deve essere dato alle nuove generazioni, alle loro istanze e ai loro bisogni relazionali. Per questo possono essere attivati:

  • Progetti mirati che curino la socializzazione tra coetanei, quali ad esempio l’istituzione e la fruizione di una Mediateca Intergenerazionale;
  • Progetti che curino i rapporti interculturali, creando luoghi di scambio con i coetanei di altre culture;
  • Progetti che curino l’educazione all’ambiente, affinché il cittadino impari a considerare il territorio come un bene da valorizzare e tutelare Non possono essere ignorate le problematiche che riguardano la condizione femminile. È nota la difficoltà, per la donna, nel trovare lavoro, nel conciliare il lavoro e la famiglia, ma anche la difficoltà nel gestire la famiglia stessa in condizioni di indigenza, di violenza psicologica e fisica. A tal proposito saranno incentivati ulteriormente i servizi che vengono già erogati in ambito territoriale e previsti dal “Piano di Zona”. Non ultimo l’impegno e la necessità di sostenere le nuove generazioni nell’acquisizione di una coscienza civile e nella diffusione di una cultura e di una pratica della legalità. Il nostro territorio è fortunatamente ricco di Associazioni interessate nelle diverse forme (sociali, sportive, culturali, ecc.) alla comunità: tali situazioni meriterebbero di avere sia un luogo idoneo come la “Casa delle Associazioni”, ove poter condividere e promuovere progetti comuni per la collettività, sia un coordinamento per la razionalizzazione dei progetti stessi. Sin dal primo giorno d’insediamento, la nostra Amministrazione sarà impegnata sul versante della difesa delle politiche socio-sanitarie del nostro territorio. Forte e determinata sarà la richiesta, rivolta alle autorità sanitarie distrettuali e regionali, del potenziamento dei servizi territoriali, in termini di personale qualificato e attrezzature, offerti dal Distretto Socio Sanitario che ha sede a Gioia del Colle. Non sarà tollerato oltre modo alcun ulteriore ridimensionamento o chiusura.

L’Amministrazione comunale, quale primo responsabile della salute pubblica, monitorerà costantemente il servizio offerto al territorio, determinata ad assumere ogni iniziativa, nelle sedi opportune, per tutelare l’assistenza sanitaria ai cittadini.

 

Coalizione “Un Impegno…in Comune”

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