Questa amministrazione è giunta al capolinea.

Questa amministrazione è giunta al capolinea. Ne sono convinto. Spero si sia radicata anche nei cittadini l’idea che questo modo di governare sia parte del passato.

Al di là delle responsabilità penali, se presenti, che la Magistratura andrà ad accertare, vi sono innegabili responsabilità politiche che portano a considerare definitivamente chiusa questa fase amministrativa, le stesse responsabilità politiche riconducibili alla convinzione che il “pedissequo” rispetto delle norme bloccasse l’attività di questa amministrazione.

Dal punto di vista delle responsabilità personali mi auguro sinceramente, soprattutto per l’immagine della città, che chi ci ha governato per così tanti anni possa dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati.

Tuttavia l’opacità che ha avvolto tante operazioni assume ora una colorazione diversa, alla luce delle inchieste in corso. Per esempio, uno dei primi scontri tra maggioranza e minoranza riguardava la nomina dell’ing. Laruccia (anch’egli oggi coinvolto nella triste vicenda). All’epoca, come minoranza, evidenziammo come tale nomina non fosse conforme a quanto previsto dalla legge. Il piano triennale del fabbisogno del personale, redatto dal commissario prefettizio vigente, infatti, prevedeva la possibilità di assumere dirigenti solo a tempo indeterminato, mentre l’amministrazione aveva proceduto a nominare l’ingegnere a tempo determinato.

Così come non può esimersi dalla responsabilità di aver lasciato influenzare l’attività amministrativa al sig. Ventaglini, già coinvolto in vicende penali per reati contro la pubblica amministrazione e nuovamente al centro delle presunte ipotesi corruttive di questi giorni.

Di fronte alla gravità di queste vicende assistiamo ad uno scenario assurdo. L’attività amministrativa è del tutto sospesa in attesa di conoscere gli esiti delle vicende personali del Sindaco, come se tutto il resto non contasse nulla.

Il principale partito della maggioranza non si capisce se appoggi o meno questa amministrazione, poiché i segretari cittadini che si sono avvicendati hanno spinto il PD fuori dalla maggioranza, ma i consiglieri ed un assessore sono rimasti al loro posto. A titolo personale? Non si sa! Recentemente è stato nominato un commissario, vedremo come gestirà la vicenda.

Immagino le difficoltà dei consiglieri dell’UDC, il cui coordinatore cittadino era proprio Ventaglini!!

La pressione, tuttavia, ricade sulla minoranza.

Abbiamo l’obiettivo di ridare dignità a questa città e per far questo è necessario che si chiuda questa fase. Ad oggi appare davvero difficile che il Sindaco possa rassegnare le proprie dimissioni, l’alternativa è quindi raccogliere quelle della maggioranza dei consiglieri.

Per questo abbiamo cercato di far pressione sui consiglieri di maggioranza, affinché ci fosse un numero sufficiente di dimissioni per far sciogliere il Consiglio Comunale. La minoranza, compatta, era pronta a dimettersi, ma nessun consigliere di maggioranza ha condiviso questa scelta. Di conseguenza non ci sarebbe stato l’effetto voluto: la caduta della Giunta. Si è deciso allora per l’autoconvocazione del Consiglio Comunale, per rendere effettive le dimissioni dopo la discussione della mozione di sfiducia e per far si che il dibattito con i colleghi di maggioranza fosse pubblico.

A tal proposito, mi hanno molto sorpreso le dimissioni del consigliere Mastrangelo, visto che nell’incontro che avevamo tenuto dal notaio, poche ore prima, era talmente convinto della necessità del passaggio in consiglio comunale, da convincere anche me, Sante Celiberti, Enzo Cuscito e Piero Longo che, al contrario, eravamo dell’opinione che fosse preferibile rassegnare immediatamente le dimissioni, a condividere questa linea d’azione proprio per non creare spaccature nella minoranza che, compatta, avrebbe potuto fare maggiori pressioni sui consiglieri di maggioranza.

Mi auguro che, la pressione a cui purtroppo tutti noi amministratori del Comune di Gioia del Colle siamo sottoposti, non faccia sì che si perda di vista cosa ci deve davvero indignare: se le gravi accuse rivolte dalla Magistratura che lasciano presupporre l’esistenza di un sistema clientelare e corrotto o i commenti di alcuni anonimi blogger che possono fare di tutta l’erba un fascio.

 

Donato Lucilla

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