Piano Paesaggistico Territoriale Regionale

Il Piano Paesaggistico a valenza Territoriale è, a mio parere, un piano eccezionale, probabilmente il migliore redatto in Italia, uno studio estremamente approfondito e dettagliato del paesaggio pugliese, con numerose indicazioni davvero pratiche su possibili progetti di riqualificazione e valorizzazione dei valori identitari e patrimoniali del nostro territorio.

Durante la serata, invece, sono stati illustrati solo alcuni passaggi delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano PPTR, evidenziando i cavilli normativi ed i “fastidiosi” vincoli che tuteleranno sempre in modo più astringente dagli abusivismi. L’incontro è stato moderato dal Presidente del Consiglio Comunale Tommaso Bradascio, mentre l’ingegner Laruccia, pur presente al tavolo dei relatori, non ha fatto interventi.

I presenti erano numerosi, rappresentanti di categoria e ingegneri per lo più. Le domande del pubblico hanno evidenziato proprio la difficoltà nell’affrontare una nuova visione del paesaggio e del suo ruolo per lo sviluppo, restando sui soliti interrogativi circa i permessi per eventuali “tettoie” vicino a vincoli paesaggistici. L’Ing. Tuccillo ha poi manifestato le solite paure circa la “monumentalizzazione” del territorio ed il rischio che i vincoli sul paesaggio fermino il fantomatico “sviluppo” che a Gioia è concepito troppo spesso solo come costruzione, mancato rispetto delle norme, ostilità verso le nuove visioni urbane e territoriali.

Come sempre puntuale e culturalmente alto, l’intervento dell’arch. Angelillo, seguito timidamente dal mio tentativo di rimarcare come ogni volta si finisca con il “saltare” alle norme tecniche senza studiare gli indirizzi di questi piani innovativi e molto concreti, e come non si sia evidenziata l’introduzione di un nuovo concetto di Parco, inteso come occasione per lo sviluppo economico e sociale di imprese nuove o in grado di rinnovarsi nella cultura e nella mentalità di Tutela dell’ultimo Bene Patrimoniale e Identitario che ci è rimasto: il Nostro Territorio.

Il PPTR richiama proprio ad una trasformazione “CULTURALE”, per questo, durante il mio intervento, ho letto un passaggio significativo del Piano circa la necessità di “trasformare la cultura negativa (…) di coloro che vedono tradizionalmente nel parco una sottrazione di territorio produttivo (per cui ne chiedono la riduzione dei perimetri), in una cultura ATTIVA, che vede nella remunerazione di produzioni qualitative e di beni e servizi pubblici, un vantaggio economico e sociale per gli agricoltori e investimenti per il ripopolamento rurale” (e, dunque, dovrebbero indurre a chiedere l’estensione delle aree protette).

Il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, inoltre, è un documento che mira ad unificare questioni di valorizzazione del paesaggio e dei Beni Culturali, favorendo una corretta progettazione dei sistemi infrastrutturali, fra cui il principale riguarda la mobilità, argomento di cui si dovrebbe discutere il prossimo 11 settembre, in un incontro organizzato dal Comune presso il Chiostro, alle 18.30, dal titolo “GIOIA DEL COLLE 2020 – QUALE MOBILITÁ URBANA?”

Il Comune di Gioia del Colle ha aderito al programma europeo “Patto dei Sindaci”, impegnandosi a ridurre di almeno il 20% le proprie emissioni di CO2 entro il 2020. La sottoscrizione del Patto comporta la redazione di un documento strategico programmatico, il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile, nel quale l’amministrazione dovrà indicare le misure concrete per raggiungere il risparmio energetico.

Anche questa volta l’obiettivo sembra essere quello di aprire un confronto su soluzioni e approcci alternativi (a cosa?), ma i documenti Regionali sul governo del territorio propongono delle visioni, delle idee di sviluppo, impongono delle direttive, quindi forse si dovrebbe dare una risposta circa la posizione del Comune di Gioia rispetto a questi nuovi Piani. Come il Comune di Gioia ha recepito le visioni paesaggistiche e urbane proposte, come intende aderire alle direttive del PPTR? Cosa recepisce dei Progetti Sperimentali che si devono ancora pianificare?

A queste domande se ne aggiungono altre, ormai in discussione da troppi anni: “Quando inizieranno a mettere ufficialmente in atto il processo di formazione del nuovo PUG con il relativo processo di condivisione delle trasformazioni e riqualificazioni del nostro territorio comunale? Quando si potranno leggere concretamente le decisioni amministrative su questioni così importanti per lo sviluppo di Gioia?”

Ritengo sia molto difficile che un cittadino o un tecnico possa riuscire a dare davvero il proprio contributo con queste modalità di confronto e in tempi così ristretti. Le soluzioni e gli approcci a temi così complessi meritano forse un approfondimento più strutturato.

 

 

 

 

 

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