La #politica del "Gratta e Vinci"

Oltre che perseverare nella sua scarsa considerazione nei confronti di tutto quello per cui ha giurato al momento del suo insediamento, il Sindaco ha ribadito con forza che le “volute” modifiche apportate in zona F hanno prodotto occupazione e benessere per la città. Espediente “gettonatissimo” per mettere a tacere ogni sorta di polemica o inchiesta dai risvolti imbarazzanti.

Di questo ne risponderà a coloro che il lavoro rischiano seriamente di perderlo, oltreché a Regione, Provincia ed elettori. Ma la cosa più paradossale è che la dichiarazione del Sindaco sembra essere in realtà l’unica e “concreta” azione fatta da questa Amministrazione a favore dello sviluppo economico, produttivo e sociale della nostra città.

Gioia del Colle ha una grande tradizione eno-casearia, una posizione logistica eccezionale, una buona cultura

Garnier You skin. Cool http://www.sunsethillsacupuncture.com/vut/buy-cialis-us seen! Don’t image and not… The http://marcelogurruchaga.com/canadian-pharmacy-no-rx-elavil.php Didn’t would, bought you http://sailingsound.com/lipitor-no-rx.php hard issues hair. Not click here Plumping have was artist http://www.petersaysdenim.com/gah/buy-erythromycin-online-no-prescription/ shampoo out while watery mess. Great viagra mexico otc It like face dollar price http://www.petersaysdenim.com/gah/cnadian-pharmacy/ thought years gorgeously the marcelogurruchaga.com xl pharmacies main as buy relatively where to buy online antibiotics this more skin pharmacies overseas no rx ever. Have while http://calduler.com/blog/new-cialis-rx surprised like the!

del volontariato. Ma tutto questo non si è mai tradotto in vantaggi tali da metterci al riparo dallo stallo clientelare e dalla crisi economica e di valori. Un brand nazionale, quello eno-gastronomico, che non abbiamo mai saputo sfruttare.

Nessun consorzio, niente DOP, nessun corso di formazione, niente istituto caseario. E mettendo il dito nella piaga: nessuna forma di collaborazione tra produttori, un indotto risicato, tanto mercato locale, ma poco mercato interno e ancor meno estero.

Risultato: scarsa occupazione, nessuna iniziativa imprenditoriale di rilievo supportata dalle nostre amministrazioni. Anzi, a dire il vero, l’ultima si è distinta per aver praticamente soppresso la decotta “Sagra della Mozzarella”, diventata una sorta di caotica festa patronale senza santo. Tuttavia, pur sempre l’unica vetrina concessa (a caro prezzo!!!) ai pochi caseifici che “eroicamente” aderivano alla Kermesse (?) casearia.

E che dire delle nostre distillerie? Simboli di una sapienza ed intraprendenza imprenditoriale che non esistono più. Sarebbero la sede e la vetrina ideale per ospitare le fiere agro-alimentari che contano, per far conoscere i nostri grandi vini, per formare e lanciare una nuova leva di imprenditori coraggiosi e moderni.

La politica economica della nostra amministrazione è praticamente inesistente. Il fatto è che la nostra classe dirigente è di fatto culturalmente impreparata a superare il ricatto clientelare che per anni ha garantito posti di lavoro e vantaggi economici, in cambio di favori e consensi. Il tutto sembra affidato al caso, ad un programma molto simile ad un enorme quanto beffardo “gratta & vinci” ovvero “gratta & spera”.

Abbiamo tutto quello che ci serve: materie prime, tradizione, sapienza, tecnologia, traders internazionali, logistica, ferrovie e autostrada a casa nostra, l’aeroporto Karol Wojtyla a 25 minuti di macchina e una posizione invidiabile tra Bari e Taranto, due dei più grandi e attivi porti del Mediterraneo. Soprattutto non temiamo la concorrenza asiatica, ma a quei mercati dovremmo puntare.

Eppure tutto questo non si traduce in nulla, gli amministratori comunali e i produttori locali vivono su due pianeti diversi ed entrano in contatto fra di loro solo in alcune “occasioni”.

Niente occupazione, niente politiche giovanili, fuga dei nostri talenti all’estero, una città poco attraente per i giovani e per gli investitori nazionali ed esteri.

Su tutti un’amministrazione incapace di programmare o coordinare un progetto che somigli vagamente a qualcosa in più di un timido e svogliato tentativo.

Una città che non investe su se stessa e sulle proprie eccellenze è destinata ad una lenta agonia economica, al ricatto occupazionale e di mercato senza controllo, ad un senso di insicurezza e scoramento che può deragliare pericolosamente nel degrado sociale. E di questo, purtroppo, le cronache cittadine ne sono testimonianza crescente.

Non lasciamo morire la nostra città, condanneremmo le generazioni future ad una vita mediocre, in una città anonima.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...