Pubblicità istituzionale…a rischio

Da qualche settimana, a cura dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Gioia del Colle, è stata posizionata sulle intersezioni stradali d’ingresso alla città un’allarmante cartellonistica che reca ben evidenziata in ROSSO a caratteri cubitali la scritta “REATO”.

I manifesti lanciano un messaggio alla popolazione, quello di non abbandonare rifiuti in periferia o in campagna. Il Comune si fa dunque promotore di una forte azione in difesa dell’ambiente, ricordando ai cittadini, evidentemente dotati di poco senso civico, che incorrono in un reato quando pongono in essere i suddetti comportamenti.

Tutto bene dunque? Non proprio!

Fermo restando che Prodigio conduce da sempre una battaglia a favore dell’ambiente e del decoro urbano, cosa che rende altamente condivisibili le preoccupazioni dell’assessorato all’Ambiente, la questione si pone su un altro piano, altrettanto importante e delicato: quello delle modalità di affissione degli avvisi rivolti alla cittadinanza, affinchè gli stessi non costituiscano a loro volta un pericolo, soprattutto per gli automobilisti.

A tale proposito, infatti, occorre ricordare che il principale riferimento normativo a cui fa capo la pubblicità collocata sulle arterie stradali e sulle fasce di pertinenza è l’articolo 23 del Codice della Strada, nonché le relative norme previste dal regolamento di esecuzione.

Lungo le strade o in vista di esse, infatti, è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, visibili dai veicoli transitanti sulle strade che per dimensioni, forma, colore, possano:

  • ingenerare confusione con la segnaletica stradale

  • renderne difficile la comprensione

  • ridurre la visibilità o l’efficacia

  • recare disturbo visivo agli utenti della strada

  • distrarre l’attenzione degli utenti con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione.

La norma sopracitata precisa che sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate è vietata la posa in opera di qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica (Art. 23 commi 1 e 11, sanzionato con 343,35 euro).

A tale proposito, ho assistito personalmente ad un evento che ha coinvolto una signora a bordo di un’autovettura in uscita dal complesso residenziale “ Colle delle Gioie”, che, intenta a leggere il manifesto, non rispettava la segnaletica, provocando una frenata improvvisa di un’autovettura proveniente dalla direzione opposta. Un’ installazione extra che diventa, quindi, pericolosa fonte di distrazione per gli automobilisti.

Sarà inoltre opportuno evitare che il colore rosso utilizzato nei mezzi pubblicitari costituisca lo sfondo di segnali stradali di pericolo, di precedenza e d’obbligo, limitandone la visibilità.

Ciò che si evince è una non conoscenza delle norme del codice della Strada sia da parte dell’Amministrazione sia da parte degli organi preposti a vigilare sulla corretta attuazione delle disposizioni di legge.

L’articolo 24 del decreto legislativo 15 Novembre 1993 n. 507 stabilisce che il Comune è tenuto a vigilare sulla corretta osservanza delle disposizioni legislative e regolamenti riguardanti l’effettuazione della pubblicità e che alle violazioni di dette disposizioni conseguono sanzioni amministrative per la cui applicazione si osservano le norme previste dalla Legge 24 Novembre 1981 n.689.

Un consiglio per l’amministrazione comunale: nel momento in cui chiede ai cittadini di rispettare delle norme, dia per primo il buon esempio, senza violarne contemporaneamente altre.

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