La Bottega du Mest

A Gioia del Colle è presente una vasta e nutrita raccolta di strumenti agricoli, artigianali e industriali di proprietà del sig. Vito Santoiemma, esposti nel Museo della Civiltà Contadina.

La disponibilità del sig. Santoiemma a rendere pubblico tale patrimonio, favorendo iniziative culturali e imprenditoriali di giovani, ha fatto scaturire da parte di Pro.di.Gio. l’idea di un museo virtuale della civiltà contadina chiamato “La Bottega du mest in mostra”.

Questo progetto rappresenta solo la prima fase di un’idea progettuale ben più ampia, che dovrebbe portare all’allestimento di una serie di laboratori artigianali chiamati La Bottega du mest” (clicca qui per vedere la pagina del progetto). Muovendo infatti dalle conoscenze acquisite dallo studio delle tradizioni e del patrimonio museale, questi laboratori mireranno a formare nuove maestranze in campi dell’artigianato locale ormai dimenticati. “La Bottega du Mest” ha l’obiettivo finale di creare degli spazi fisici idonei a dar vita ad un circuito positivo, che parta dal recupero dell’identità storico-culturale di Gioia del Colle, attraverso la valorizzazione di luoghi, mestieri, tradizioni, fino al coinvolgimento sinergico di tutte le componenti della comunità, allo scopo di stimolare l’economia locale attraverso lo sviluppo turistico ed artigianale.

Durante lo studio e redazione del programma elettorale per le elezioni amministrative del 2012, il Movimento Pro.di.Gio. aveva già compreso le potenzialità di quanto messo a disposizione del sig. Santoiemma, ritenendo necessario proporre una serie di iniziative per valorizzare tale immenso patrimonio nel contesto di un’azione globale di recupero dell’identità socio-culturale del nostro paese. Successivamente, constatata la completa disattenzione dell’amministrazione per una tale opportunità, ci si è adoperati nella ricerca di possibili forme di finanziamento che potessero dare avvio ad un progetto con traguardi lungimiranti per la nostra città, sulla falsariga di numerose altre realtà italiane.

 Il progetto nasce dopo che alcuni componenti del Movimento Pro.di.Gio., un paio di mesi fa, hanno visitato il museo, scoprendo una struttura di circa 2000 mq, piena di antichi attrezzi da lavoro, tra cui vecchie macchine tipografiche, la bicicletta dell’arrotino, i ferri del mestiere del calzolaio e del mastro casaro, macine e forconi. Nonostante il grande lavoro svolto dal sig. Santoiemma per la conservazione di questo immenso patrimonio, l’inadeguatezza della struttura impedisce di ospitare un numero importante di potenziali visitatori, limitando la possibilità di creare in tale contesto eventi e attività culturali. La valorizzazione del museo passa necessariamente attraverso l’individuazione di una struttura idonea in cui si possa esporre in modo adeguato tutti i reperti museali: un esempio è la Distilleria Cassano.

L’obiettivo è ambizioso e la sua realizzazione sembra quasi impossibile, soprattutto in un paese come l’Italia che, pur possedendo un patrimonio artistico tra i più rilevanti al mondo, non considera la cultura una priorità.

Per questo abbiamo pensato di suddividere l’idea progettuale in più fasi. La prima consiste nell’inventariazione e catalogazione di tutti gli attrezzi presenti nel museo, seguita dalla realizzazione di uno spazio virtuale dedicato all’antica cultura artigiana, sfruttando le nuove tecnologie web, con l’obiettivo di creare un interesse condiviso attraverso i social network.

A tale scopo abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding sul portale Produzioni dal basso, che coprirà questa prima fase.

Grazie alla recente intervento della Consob, l’Italia è tra le prime nazioni in Europa ad aver regolamentato il Crowdfunding, dopo gli Stati Uniti. Il crowdfunding è un nuovo processo collaborativo di finanziamento dal basso in cui un gruppo di persone mette in comune il proprio denaro per sostenere gli sforzi di singoli od organizzazioni.

Crowdfunding e cultura è un binomio sperimentato con successo in Italia. Un esempio importante viene dai musei civici torinesi, che lanciarono una sottoscrizione per acquisire un prezioso servizio di porcellane, ma da anni il Louvre di Parigi persegue, sempre con successo, Tous Mecenés, lanciando almeno una volta all’anno l’acquisizione di un opera. Anche la British Library, una delle biblioteche più importanti al mondo, con il suo programma Adopt a Book, attivo da 25 anni, raccoglie fondi per il restauro di libri preziosi

Sappiamo che questa raccolta fondi è solo l’inizio di un percorso che per la complessità e la durata potrà essere seguito solo da un’amministrazione che abbia la ferma volontà di realizzare ogni fase del progetto con una programmazione seria e puntuale.

Crowdfunding e cultura è un binomio sperimentato con successo in Italia. Un esempio importante viene dai musei civici torinesi.

Crowdfunding e cultura è un binomio sperimentato con successo in Italia. Un esempio importante viene dai musei civici torinesi.

In questo periodo di crisi occupazionale, e di crisi economica, i giovani possono avere l’opportunità di creare microimprese e ridare vita a mestieri e produzioni artigianali ormai dimenticati, ma ancora in grado di dare lavoro, inoltre sono un’occasione importante di sviluppo turistico del territorio. Quindi

Sostenete il progetto ora !!!!

Tutti i nostri sostenitori avranno una menzione speciale sul nostro sito, e diventeranno protagonisti di tutte le nostre iniziative el progetto, oltre a ricevere gratuitamente tutte le nostre produzioni multimediali sugli antichi mestieri.

Grazie a tutti per il vostro sostegno.

Potete seguirci anche su Google+  e Facebook.

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