Elezioni politiche 2013: come si vota?

Ormai ci siamo…. Domani 24 febbraio e lunedì 25 si voterà per il rinnovo del Parlamento.

Questo è un momento di grande sfiducia verso la classe politica ed è forte la voglia da parte di molti cittadini di disertare le urne. Non è però la soluzione migliore.

L’astensionismo, infatti, fa sì che una minoranza di cittadini decida per tutti e così facendo non si favoriscono le migliori forze in campo.

Anche se in questa campagna elettorale non ha appoggiato alcun partito, Pro.di.Gio. vuole ribadire l’importanza della partecipazione alle elezioni, perché l’Italia è ancora una Democrazia e questo significa che il governo è nelle mani del popolo.

Il modo più evidente di partecipare alla vita politica è senza dubbio il voto.

Tuttavia questo non è sufficiente, perché il popolo governa se agiscono costantemente e consapevolmente gli individui che lo formano.

La nostra Costituzione ha tratteggiato lo schema di regole e di contenuti che servono perché uno stato democratico possa funzionare, ma senza l’impegno dei cittadini la Democrazia non si può realizzare.

Per poter essere cittadini attivi ci sono diversi strumenti di partecipazione diretta: il più importante è senz’altro il referendum.

Poi ci sono le manifestazioni spontanee, che fanno sentire il peso dell’opinione pubblica e si realizzano sempre più spesso tramite la rete. Per fare tutto questo però, occorre mantenere elevata la propria informazione e la propria cultura, mantenere un vigile controllo sull’operato degli eletti, non solo in Parlamento, ma anche nelle Regioni, nelle Province e nei Comuni e agire, contribuendo con il proprio operato al governo della società.

Data l’importanza del prossimo appuntamento elettorale, per evitare errori nell’esercizio del nostro diritto di voto, vogliamo elencare le regole da seguire quando saremo nella cabina elettorale.

Sia per l’elezione della Camera che per quella del Senato, l’elettore esprime il voto tracciando un solo segno (una X o un semplice tratto) sul simbolo della lista prescelta.

Non è possibile indicare una preferenza, la lista dei candidati è bloccata: i nominativi infatti sono presentati in un ordine prestabilito al momento del deposito della lista stessa.

Anche nel caso di liste collegate in coalizione, il segno va sempre posto sul solo simbolo della lista che si vuole votare e non sull’intera coalizione.

Tuttavia la legge prevede che, se il segno dovesse invadere altri simboli, il voto “si intende riferito al contrassegno su cui insiste la parte prevalente del segno stesso”. Il voto, dunque, è valido.

Per maggiore chiarezza, nel video che segue, mostriamo alcuni esempi di schede elettorali con voti validi e non validi.

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