Zone F a Gioia del Colle: per non lasciare adito a fantasiose interpretazioni…

Abbiamo chiarito in un precedente articolo cosa siano gli standard urbanistici e soprattutto le zone F, di cui si tornerà nuovamente a parlare anche nel prossimo consiglio comunale. Offriamo ai nostri lettori l’occasione per arrivare più preparati a questo appuntamento, fornendo una serie di informazioni utili a districarsi nel mondo dell’urbanistica.

 

1) Piano Regolatore Generale (PRG) e Norme Tecniche d’Attuazione (NTA): cosa sono e a cosa servono.

 

Il compito di regolamentare lo sviluppo urbano del territorio comunale gioiese è assegnato al PRG (Piano Regolatore Generale), adottato nel 1972 ed approvato nel 1974. Tra i documenti che costituiscono un PRG (tavole grafiche, relazioni tecniche e regolamento edilizio), vi sono le Norme Tecniche di Attuazione (NTA), che servono a definire nel dettaglio le caratteristiche delle Zone Territoriali Omogenee (ZTO)[learn_more caption=”Se vuoi sapere cosa sono le ZTO, clicca qui”] Si definiscono Zone Territoriali Omogenee (ZTO) quelle aree, attraverso le quali si opera una divisione del territorio comunale, caratterizzate da: “limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art. 17 della legge n. 765 del 1967” (cit. del Decreto interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444).[/learn_more]

Ma vediamo cosa dice il Piano Regolatore Generale a proposito della  funzione delle Norme Tecniche d’Attuazione:

Tali norme, obbligatorie a tutti gli effetti di legge, disciplinano l’attività edilizia nell’intero territorio comunale. L’Amministrazione Comunale confida nel senso di collaborazione e di responsabilità dei tecnici, dei costruttori e dei cittadini, nonché delle forze politico-sociali al fine di ottenere uno sviluppo armonico ed ordinato dell’assetto territoriale di Gioia del Colle”.

Le Norme Tecniche di Attuazione del PRG di Gioia si organizzano in articoli riguardanti la regolamentazione delle diverse Zone. In particolare, le Zone F, definite “Zone di uso pubblico”, vengono suddivise in:

Art. 22 Servizi di quartiere F1

Art. 23 Verde di quartiere F2

Art. 24 Scuole superiori F3

Art. 25 Zone ospedaliereF4

Art. 26 Parco urbano F5

Art. 27 Zona per attrezzature sportive e di spettacolo F6

Art. 28 Autoporto a servizio dello scalo merci F7

I servizi di quartiere  assumono particolare rilevanza in quanto rappresentano le attrezzature necessarie agli abitanti, ovvero scuole, ospedali, edifici religiosi, centri culturali, verde attrezzato, ecc. E’ questo infatti che s’intende all’art. 22 con l’espressione “servizi per l’urbanizzazione secondaria relativi alle zone residenziali”,  specificando infatti che:

“In tali zone sono consentite la costruzione di :

a) – asili nido e scuole materne, scuole elementari e medie inferiori (scuola dell’obbligo);
b) – attrezzature di interesse comune = religiose, culturali, sociali, assistenziali amministrative, per pubblici esercizi, etc.

E’ consentita inoltre la costruzione di abitazioni solo per l’eventuale personale di sorveglianza”.

Le Norme d’Attuazione Tecnica forniscono indicazioni quantitative e dimensionali sulle costruzioni che verranno realizzate in tali zone (standard edilizi in Zone F1), stabilendo che:

“In tali zone il P.R.G. si attua per intervento diretto, applicando i seguenti indici:

-If. = Indice di fabbricabilità fondiaria = 3 mc/mq

-H. = Altezza massima del fabbricato = ml. (metri lineari nda.) 12,00 salvo volumi speciali;

-Q. = Rapporto massimo di copertura =30%

[learn_more caption=”Se vuoi sapere il significato di If, H, Q, clicca qui”] 1) Indice di fabbricabilità If = rapporto fra il volume massimo costruibile, espresso in metri cubi, e la superficie fondiaria Sf. espressa in mq. La Sf corrisponde alla superficie del lotto al netto delle aree di urbanizzazione primaria e secondaria 2) H= Altezza massima del fabbricato 3) Q= rapporto fra superficie coperta e superficie fondiaria[/learn_more]

Questi indici di fabbricabilità e di altezza massima del fabbricato sembrano essere “generosi” trattandosi di Zone F, che dovrebbero invece mantenere un carattere meno edificato e più dedicato a spazi aperti.

 

Le Zone F di Gioia del Colle secondo il PRG in vigore: da notare la distribuzione estremamente strategica di tali aree rispetto allo sviluppo urbano ed alle attuali connessioni con i quartieri di più recente costruzione e le arterie territoriali della viabilità e dei trasporti.

 

2) Servizio pubblico, pubblico esercizio ed esercizio commerciale: c’è poco spazio per la libera interpretazione…

 

Sebbene le definizioni di “servizi di interesse pubblico” possano sembrare generiche nella normativa sia nazionale che locale,  l’analisi del significato dei singoli termini ci fa capire come ci sia poco spazio per fantasiose interpretazioni. L’amministrazione ed i pianificatori sono inequivocabilmente chiamati a realizzare presso le Zone F solo opere di pubblico interesse in risposta a prime necessità dei residenti. Dai documenti e dai regolamenti fino ad ora analizzati, vi sembra che tra questi servizi si possano annoverare discoteche o agenzie viaggi? O semplicemente osservando le aree adiacenti ai servizi realizzati fino ad ora, vi sembrano aree idonee, sicure, accessibili, rispondenti al vostro benessere di residenti in quel determinato quartiere?

Anche la presenza nell’elenco delle NTA della voce “pubblici esercizi” rimanda ad esercizi in cui si svolge un’attività imprenditoriale tesa sempre all’offerta di un servizio (dare alloggio, somministrare un pasto, consentire l’uso di attrezzature) all’interno di locali accessibili al pubblico, differenziandosi dunque dagli esercizi commerciali.

Un servizio pubblico si definisce quindi come attività prestata ad utenti per il soddisfacimento di bisogni collettivi.

Un servizio di quartiere pone (o dovrebbe porre) numerose questioni all’amministrazione ed ai pianificatori:

  • come individuare i  bisogni collettivi?
  • come scegliere i servizi da fornire per soddisfare tali bisogni?
  • come definire il bacino di utenza ed il raggio di azione del servizio?
  • come individuare le aree in cui svolgere il servizio in base alle attrezzature ed infrastrutture necessarie?

Vi è inoltre la necessità di:

  • studiare costi e fattibilità della fornitura di un servizio
  • programmare strategicamente e su periodo medio-lungo lo sviluppo del sistema di servizi
  • gestire e monitorare l’interazione tra i diversi servizi e gli spazi residenziali, produttivi ed agricoli.

È fondamentale allora che vi sia un’interazione consapevole tra amministrazione e collettività. È giusto che un cittadino si chieda di quali servizi la propria città sia dotata, come questi funzionino, quanto siano fruibili, accessibili, collegati con residenza e lavoro, quanto siano efficienti.

Infatti i parametri legislativi ed urbanistici servono a guidare le scelte delle amministrazioni locali per assicurare il rispetto di livelli minimi di efficienza, ma tali parametri vanno ampliati e specificati rispetto alla reale domanda di servizi della comunità, allo sviluppo territoriale ed alla previsione di una vocazione territoriale comunale da valorizzare o creare.

 

3) Opere pubbliche e opere private di pubblica utilità.

 

La situazione economica attuale, ed in particolare quella degli enti pubblici, impone anche una forte interazione tra le azioni amministrative pubbliche ed i finanziamenti di organizzazioni o singoli privati.

Sarebbe anacronistico negare la necessità dell’apporto dei privati, della concertazione con essi, e dell’adeguamento delle trasformazioni territoriali a questa necessità. Così come, se si decide di non costruire residenze, si deve mantenere in vita il mercato edile attraverso interventi di riqualificazione dell’esistente e di strutturazione del territorio.

Ecco quindi che i servizi per la collettività giocano inevitabilmente un ruolo centrale, ed è per questo che oggi le opere di interesse pubblico si dividono in opere pubbliche ed opere private di pubblica utilità, a seconda che il soggetto incaricato della realizzazione sia pubblico o privato. Resta però ineludibile il valore formale, e di significato, del termine pubblico, di pubblica utilità, ovvero che soddisfi interessi collettivi.

Indubbiamente nella individuazione degli interessi collettivi da soddisfare vi dovrebbe essere l’influenza di scelte politiche libere che, anche se necessariamente supportate da interventi di privati, non possono non basarsi su principi di imparzialità e trasparenza, su verifiche di fattibilità, sulla ricognizione continuativa delle esigenze dei cittadini.

 

4) Una riflessione sul significato della parola “interesse”

 

Abbiamo spesso utilizzato la parola “interesse” nel corso di questo articolo. Ma cosa vuol dire esattamente questo termine così spesso ignorato nella sua accezione etimologica? Proviamo a scoprirlo…

“INTERESSE: Esigenza di un bene, cioè di cosa atta alla soddisfazione di un bisogno umano e individuale e quindi a contenuto non solo economico, ma anche morale, religioso, scientifico, sentimentale, umanitario. Nel diritto processuale, interesse a ottenere un bene (accertamento, costituzione di una situazione giuridica, restituzione o riparazione) a opera degli organi pubblici (giurisdizionali, amministrativi).  Nel processo civile l’interesse ad agire costituisce, insieme alla legittimazione ad agire e alla possibilità giuridica, una condizione dell’azione

(…) Da un punto di vista etimologico la parola interesse deriva dall’infinito latino inter-esse, “essere tra” (“essere parte” e “partecipare”), significa anche, impersonalmente, “esserci una differenza tra” (da cui il valore – già in età classica – di ‘essere d’importanza’ e ‘importare’). Il termine volgare “’interesse” o “interesso” si presenta, sin dalle sue origini, in una forma ambivalente. Nella sua prima accezione, preservatasi intatta sino ai nostri giorni, esso indica il “frutto del denaro” (ciò che i Greci chiamavano τόϰοϚ e i Latini faenus). Nella seconda, ‘interesse’ è invece inteso come “danno”, “detrimento”, “svantaggio”. (Enciclopedia Treccani).

Il termine “interesse” contiene già tutte le contraddizioni cui spesso si giunge quando si agisce in suo nome, ma il passaggio dal significato di “esigenza”, bene “importante” al significato economico di “danno” e “svantaggio” dipende forse proprio dalla possibilità di conoscerne davvero il valore e dalla voglia e capacità di “partecipare” alle azioni per la collettività.

Infine, anche il DRAG della Regione Puglia, ovvero il Documento Regionale di Assetto Generale che deve essere il riferimento per l’elaborazione dei nuovi Piani Urbanistici Generali (PUG), ribadisce che:

La conoscenza del sistema insediativo dovrebbe indagare (…) anche (…) la dotazione di spazi di uso pubblico, servizi e attrezzature relative agli insediamenti residenziali e produttivi, in termini di riserva di aree già acquisite e reale presenza delle attrezzature stesse, o di documentazione relativa alle intenzioni di realizzazione, garantita da impegni finanziari certi e programmati; andrebbero inoltre valutati: lo stato di conservazione e l’efficienza, in termini di capacità di erogare i servizi; l’accessibilità rispetto agli insediamenti cui sono destinate e la reale fruibilità da parte della comunità locale; andrebbero infine valutate le potenzialità ancora non sfruttate delle attrezzature, che potrebbero essere meglio utilizzate attraverso nuove politiche di gestione o interventi di adeguamento e ammodernamento, e infine le capacità complessive, in modo da poter valutare i limiti di un eventuale accrescimento degli insediamenti. Tali analisi dovrebbero essere accompagnate da una contemporanea ricognizione sulle esigenze e domande di servizi che localmente la comunità esprime”.

Abbiamo visto come vi siano quindi chiare indicazioni del corretto modo di pianificare gli spazi d’interesse collettivo e come l’ente pubblico dovrebbe scegliere e guidare, non subire o assecondare incondizionatamente l’azione del privato. Perché altrimenti si rischia di realizzare strutture inutili alle prime necessità dei cittadini, o erroneamente collocate in aree non idonee ai processi di urbanizzazione, i cui costi ricadrebbero inevitabilmente, dopo pochi anni, sul bilancio economico dei cittadini stessi.

Troppe volte questo è successo, e se a volte la politica usa strane interpretazioni delle parole per mascherare i fatti, noi partiamo dal capire le parole per non permettere che si agisca contro i nostri interessi.

Nel prossimo appuntamento, vedremo l’intersezione tra Zone F e Zone D a Gioia ed inizieremo ad osservare concretamente lo stato dei luoghi.

 

Immagine di apertura : Giorgio De Chirico, Piazza d’Italia con Squadre e Arianna dormiente , 1969, Olio su tela – 58 x 76,5 cm

 

 

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