Riordino urbano o necessità di una politica urbana? Questo è il problema!

Si è tenuto il 9 novembre 2012, nel chiostro di Palazzo San Domenico, l’incontro organizzato dalla coalizione di centro sinistra sul tema del “Riordino urbano”, in un’ottica di urbanistica partecipata. Almeno nelle intenzioni.

Durante l’incontro a Palazzo S.Domenico, il mio intervento e quello di Donato Colacicco hanno messo in evidenza la necessità di una politica urbana per Gioia e di una visione dello sviluppo urbano, come quella elaborata da Pro.di.Gio all’interno del Gruppo di Lavoro “Urbanistica”, di cui faccio parte.

Premesso che il programma di Pro.di.Gio sull’urbanistica è stato uno dei motivi della mia adesione al movimento e del superamento del mio scetticismo circa la possibilità di dare un contributo effettivo alla vita politica attiva del paese, mi è sembrato quanto mai opportuno evidenziare, nel mio intervento, una questione di metodo in cui credo fermamente, sia nell’ambito della mia attività professionale che in quello della ricerca accademica: per poter programmare, elaborare e realizzare un progetto urbano o architettonico, sono indispensabili due requisiti: la conoscenza dello stato dei luoghi e la capacità di “pre-visione”.

Avere in mente una visione a lungo termine di Gioia del Colle, da qui al 2030, ad esempio, dovrebbe essere una condizione fondamentale, culturale, per gestire in maniera adeguata e consapevole gli strumenti urbanistici attuali. Tali strumenti, come il Documento Preliminare alla Progettazione (DPP) o il Piano Urbanistico Generale (PUG) o i Piani Strategici, prevedono un approccio organico e strutturale ai temi dell’urbanistica e della sua gestione tecnica e politica.

Solo una corretta programmazione pluriennale permette oggi ad una Amministrazione di attrarre sistemi di finanziamento europei o nazionali e agevolare la redazione di progetti strutturati, innovativi, con partenariati virtuosi e partecipazione a network internazionali.

L’altro requisito indispensabile, quello della conoscenza, va ulteriormente specificato. In ambito urbano e architettonico, la conoscenza non avviene solo attraverso l’osservazione, ma attraverso la misurazione, il rilievo e la mappatura dettagliata del patrimonio edilizio e degli spazi urbani esistenti. Senza questa documentazione, non vi può essere conoscenza e quindi la possibilità di valutare l’esistente, il suo valore e le ipotesi plausibili per una sua eventuale riqualificazione.

Per poter avviare progetti di ri-strutturazione o ri-qualificazione delle architetture già esistenti, è necessario costruire una conoscenza esaustiva, produrne disegni accurati, oggi quasi sempre assenti, che servano anche a documentare lo stato di fatto, le sue problematiche e le sue prerogative, imponendo un atteggiamento più professionale e organico negli interventi futuri.

Inoltre a Gioia ho notato con dispiacere un’apparente assenza, o quanto meno quiescenza, della memoria storica collettiva, in grado di tutelare l’identità costruita e di  individuare modelli per i nuovi sviluppi.

Non si può continuare a concentrare l’attenzione solo sui monumenti, presi singolarmente, ignorando la storia e la tutela del tessuto edilizio del centro storico. Si dovrebbe andare oltre la regolamentazione di pochi parametri delle facciate, proponendo invece, in un Piano comunale strategico per il centro storico, anche una regolamentazione di altezze complessive e coperture, verificando gli impianti, i sistemi di smaltimento delle acque piovane, ma anche considerando in maniera più unitaria e diffusa gli interventi sull’edilizia non residenziale che contribuiscano al miglioramento della qualità della vita e della fruizione dello spazio urbano (sostenibilità e accessibilità), innescando processi di riqualificazione fisica, aumento della fruizione del centro storico e conseguente incremento del suo valore immobiliare.

La politica urbana può oggi utilizzare un altro importante strumento: la progettazione partecipata con i cittadini. Il primo punto del programma di Pro.di.Gio sull’urbanistica rimarca proprio l’importanza di una pianificazione strategica partecipata come elemento essenziale per l’ottimizzazione delle risorse e la realizzazione di una città a misura d’uomo.

Durante il mio intervento ho però sottolineato che non si dovrebbe chiamare la cittadinanza, spesso con pochissimo preavviso, a pronunciarsi su questioni tecnico-progettuali complesse, senza prima averla informata e formata. Servirebbe anche in questo caso una visione di largo respiro, che inserisca la partecipazione della cittadinanza in un sistema di comunicazione sui temi della città, e non solo su proposte mirate e precostituite, in modo da costruire una partecipazione consapevole.

Il riordino della politica urbana potrebbe quindi avviarsi dalla costruzione di questa previsione strutturata dello sviluppo morfologico di Gioia, partendo dalla conoscenza dei luoghi, dalla valorizzazione dell’esistente e dalla progettazione e dal potenziamento delle reti: quella ecologico-sostenibile e quella della mobilità.

L’incontro ha evidenziato un confronto tra diverse culture della pianificazione urbanistica, una più radicata ma forse ormai superata, basata sulla ricerca di nuove aree da edificare o da destinare a servizi di non definita natura o necessità, ed un’altra improntata ad una nuova idea di politica urbana, con la volontà di tutelare la qualità dell’esistente progettando il futuro, senza improvvisazione e interessi limitati e momentanei, ma con una visione d’insieme di Gioia, ieri, oggi e … nel 2030.

Immagine di apertura: Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buon Governo in città, affresco, 1338-1339, Sala della Pace, Palazzo Pubblico, Siena

 

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Daniela De Mattia (Gioia del Colle, 1981), architetto.

Laureata a Bari nel 2005, dal 2009 è Dottore di Ricerca in Progettazione Architettonica. Nel 2011 è borsista DAAD presso la Technischen Universität ed il Deutsche Archäologische Institut (DAI) di Berlino. Attualmente svolge la sua attività professionale a Gioia del Colle ed è ricercatrice post-dottorato presso la Facoltà di Architettura di Bari, svolgendo attività didattica nei corsi di Progettazione architettonica e Storia dell’architettura. daniela.demattia@libero.it[/author_info] [/author]

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